Caso Parmalat, Lactalis: “La nostra quota non è di controllo”

Pubblicato il 31 Marzo 2011 16:47 | Ultimo aggiornamento: 31 Marzo 2011 17:14

MILANO – Lactalis ”ritiene che il suo ingresso nel capitale di Parmalat non possa essere considerato come una acquisizione del controllo della Parmalat ai sensi del regolamento sul controllo delle concentrazioni, e che, pertanto, non vi sia la necessità di procedere ad una notifica preventiva”. Lo si legge in una nota del gruppo francese.

Lactalis ricorda inoltre che il regolamento comunitario ”prevede, per il caso in cui sussista un passaggio di controllo, possibilità di deroga all’obbligo di notifica preventiva”.

Lactalis ”intende fare quanto necessario affinché, nel rispetto delle medesime normative, possa comunque essere esercitato il voto in occasione della prevista riunione dell’assemblea dei soci”. Lo si legge nella nota del gruppo francese, che dice di aver ”sempre rispettato le disposizioni di legge in vigore, incluse le norme europee”.

”Sulla base degli elementi disponibili ed a maggior ragione alla luce delle iniziative che vengono da svariate parti prospettate e delle circostanze fin qui prodottesi, Lactalis, come ha spiegato al Gabinetto della Commissione Europea, ritiene che il suo ingresso nel capitale di Parmalat non possa essere considerato come una acquisizione del controllo della Parmalat ai sensi del regolamento sul controllo delle concentrazioni, e che, pertanto, non vi sia la necessità di procedere ad una notifica preventiva”.

Lactalis, prosegue la nota, ”ha sempre dichiarato l’intenzione di voler concorrere allo sviluppo di Parmalat nel quadro di un piano industriale di lungo termine che prevede l’integrità del gruppo Parmalat così come oggi strutturato, nessuna delocalizzazione, la centralità della filiera agro-alimentare italiana, il rispetto del legame con il territorio e la valorizzazione delle competenze del management e di tutti i dipendenti”.

L’azienda francese, ribadisce infine di aver ”sempre offerto la propria disponibilità a dialogare con altri azionisti interessati allo sviluppo industriale di Parmalat, nell’interesse dell’azienda e dei suoi collaboratori”.