Parmalat, slitta la decisione sul rinvio del Cda

Pubblicato il 8 Aprile 2011 12:17 | Ultimo aggiornamento: 8 Aprile 2011 12:17

ROMA –  Slitta la decisione sul ricorso presentato dalla società francese Lactalis contro la decisione del Consiglio di amministrazione di Parmalat, di cui Lactalis detiene quasi il 29 per cento del capitale sociale, sullo slittamento dell’assemblea dei soci di tre mesi.

La decisione del Tribunale di Parma è attesa per sabato 9 aprile. Se, come Lactalis chiede e come inizialmente previsto, l’assemblea si dovesse tenere la settimana prossima, la multinazionale della famiglia Besnier avrebbe la vittoria in pugno. Per contro non ci sarebbe abbasatanza tempo per la creazione di una cordata e per il ratrellamento dei fondi necessari per muovere al contrattacco su Parmalat.

Intanto, a sostenere il bisogno dell’italianità di Parmalat è stato il sindaco di Verona, Flavio Tosi. ”E’ chiaro che sulle grandi aziende strategiche l’Italia arriva un po’ tardi – ha detto -: gli altri Stati le hanno difese con le unghie e con i denti, ora l’abbiamo capito anche noi”. ”Queste grandi imprese – ha aggiunto – sono d’interesse nazionale. Se le grandi aziende strategiche restano italiane è meglio”. Il rischio scalate ”è una debolezza politica, il premier deve far capire che questi atteggiamenti non sono graditi, e lo può fare”.

Granarolo, con i suoi 880 milioni di ricavi, si candida ad essere il cuore della cordata italiana per salvare Parmalat dalle mani della francese Lactalis, che ha già messo sul piatto quasi un miliardo e mezzo di euro per conquistare il 29 per cento del gruppo di Collecchio.

In un’intervista a ‘La Stampa’ il presidente Gianpiero Calzolari ha detto: ”Ritengo che ci siano le condizioni per creare un grande campione europeo del latte”. Parmalat, però, campione del latte già lo è, visto che ha un fatturato ‘monstre’ di 4 miliardi di euro ed è presente in 16 Paesi con 69 stabilimenti produttivi.

”Entro una settimana ci sarà la proposta”, ha ribadito il numero uno della Granarolo. I due gruppi insieme, infatti, ”sfiorerebbero il 50% del mercato del latte” e le cose ”sono due: o rimaniamo piccoli e contendibili, oppure riconosciamo che questa è una questione importante per l’economia agricola del nostro Paese”.

Granarolo ha sempre detto di voler entrare nella partita senza investire contanti, ma portando in dote gli asset dell’azienda lattiero-casearia. In attesa di avere novità dalle banche (Intesa SanPaolo, Unicredit e Mediobanca) e dalla Cassa depositi e prestiti che ha incassato il via libera dal governo a valutare un intervento, i legali di Lactalis e di Parmalat si sono ritrovati al Tribunale del Comune emiliano per la sospensiva richiesta dai francesi al provvedimento col quale il Cda di Parmalat ha stabilito di far slittare a giugno l’assemblea dei soci.