Parmalat verso un nuovo vertice, i fondi esteri puntano su Masera

Pubblicato il 27 Gennaio 2011 20:44 | Ultimo aggiornamento: 27 Gennaio 2011 20:44

Il vertice Parmalat verrà rinnovato il 12 aprile, quando è in programma l’assemblea. Ma chi segue le vicenda Parmalat avverte che saranno due mesi e mezzo d’inferno. Il Corriere della Sera ha raccolto indiscrezioni sull’intesa tra fondi esteri per lavorare a una nuva lista, per evitare un terzo mandato per Enrico Bondi come ad.

“Su pressioni della Consob -scrive Massimo Sideri – intervenuta in seguito alla fiammata in Borsa (+5,48%in chiusura dopo una seduta interamente sugli scudi), ieri un gruppo di soci di Collecchio che detiene direttamente e indirettamente il 15,3%— Skagen, Mackenzie Financial Corporation e Zenit Asset Management — ha fatto sapere di aver firmato un “accordo di coordinamento”che scadrà subito dopo l’assemblea per presentare una propria lista congiunta di candidati. Al lavoro ci sarebbe Lazard Italia anche se un mandato ufficiale non sarebbe stato ancora siglato. Agli esperti della banca d’affari l’onere di trovare dei nuovi nomi per il dopo Bondi e valutare il consenso che i neo-consiglieri potrebbero ricevere dal mercato”.

E chi sarebbe il candidato designato? Rainer Masera, ex ministro del Bilancio ed ex amministratore delegato del Sanpaolo di Torino, “la banca – continua Sideri – che al tempo del crac del 2003 aveva dovuto gestire il maggior numero di correntisti coinvolti con i bond del latte Uht. La disponibilità di Masera sarebbe ancora tutta da vagliare. Ma la sua eventuale candidatura potrebbe trovare l’empatia anche dell’altro socio di Parmalat, in parte la sua ex banca: Intesa Sanpaolo che ad oggi detiene un 2,43%”.

Inoltre non è escluso un ruolo per Carlo Salvatori, attuale presidente della stessa Lazard Italia, che a Parma è stimato (è nel board della Fondazione Teatro Regio di Parma).