Parmalat, pressing Ue: Intesa e Cassa depositi e prestiti al lavoro su cordata italiana

Pubblicato il 8 Aprile 2011 20:52 | Ultimo aggiornamento: 8 Aprile 2011 20:52

MILANO – L’Unione Europea fa pressing sul caso Parmalat, mentre Intesa SanPaolo e la Cassa Depositi e Prestiti fanno il punto sulla nascita della cordata di stampo italiano. Il tutto in vista di lunedì quando si riunirà l’assemblea straordinaria della Cdp, chiamata a recepire le modifiche allo statuto, così come indicato dalle norme anti-Opa proposte dal Governo sotto l’egida del ministro del Tesoro, Giulio Tremonti.

E proprio Tremonti, dopo la richiesta formale d’informazioni inviata dalla Commissione Ue sul decreto messo in piedi nell’ultima settimana, ha avuto modo di incontrare all’Ecofin di Budapest il commissario al mercato interno, Michel Barnier. Al meeting, definito da alcune fonti ”cordiale”, ha poi fatto seguito un messaggio dello stesso commissario.

”La sola cosa che a noi interessa in questo caso è che le regole europee sulla concorrenza e sulla libera circolazione dei capitali, di cui noi siamo guardiani, siano rispettate”. Che tradotto in altre parole significa: non sbarrate la strada ai francesi di Lactalis a meno che non ci siano valide motivazioni in materia di strategicità. A studiare il caso in Italia, invece ci hanno pensato l’amministratore delegato della Cdp, Giovanni Gorno Tempini, e il direttore generale di Intesa SanPaolo, Gaetano Micciché. Che, in un incontro nella sede della banca, hanno fatto il punto sulle diverse ipotesi possibili per creare un progetto industriale di stampo italiano.

All’incontro non hanno partecipato UniCredit e Mediobanca, comunque pronte ad assistere la cordata fornendo consulenza e, al più, finanziamenti. Un passo avanti verrà fatto quindi lunedì quando si riunirà l’assemblea straordinaria della Cassa (60% Tesoro e 30% Fondazioni): la riunione servirà a recepire nello statuto l’ampliamento della sua attività, così come previsto dalle norme anti-Opa. In questo modo il fondo strategico avrà la possbilità di intervenire sul capitale di Parmalat, con il mercato che s’interroga sul lancio di un’Opa ‘made in Italy’ (in Borsa +0,88% a 2,29%).

Ulteriori indicazioni sono comunque attese in un decreto ministeriale che sarà emanato dal Tesoro. Da Parma invece tutto tace in merito alla richiesta di Lactalis di sospendere la delibera del Cda di Parmalat con la quale si rinvia a giugno l’assemblea degli azionisti. All’indomani dell’udienza, infatti, il giudice ha depositato la decisione in cancelleria che però non è ancora disponibile. Bisognerà attendere meno di 24 ore. Infine, il fronte sindacati con la Uila che boccia in pieno l’ipotesi di fusione Parmalat-Granarolo, visto che creerebbe una sovrapposizione a livello produttivo e di mercato.

La fusione, ha detto il segretario generale, Stefano Mantegazza, ”sarebbe una vera tragedia sul versante industriale e occupazionale” e sembrerebbe ”andare nella direzione opposta” rispetto a quella proposta dal ministro Tremonti di creare un fondo strategico per far crescere la dimensione delle aziende del Paese. .