Parmalat. Tremonti nostalgico dell’Iri? Il ministro smentisce

Pubblicato il 4 Aprile 2011 14:00 | Ultimo aggiornamento: 4 Aprile 2011 16:10

Giulio Tremonti (foto Mauro Scrobogna / LaPresse)

ROMA – ”Io nostalgico dell’Iri? Non scherziamo, per favore. Qui nessuno si sogna di tornare all’economia della Prima Repubblica…”. Così, in una conversazione con Repubblica, il ministro dell’Economia Giulio Tremonti torna sulle dichiarazioni di Cernobbio.

”E’ vero – dice – a Cernobbio ho citato l’Iri e Mediobanca. Ma non ho detto che li rimpiango e voglio tornare a quel modello. Ho fatto un discorso molto più complesso. Oggi la competizione economica è tra continenti. Oggi devi competere con la Cina, oltre che con l’America e l’Europa. Per competere devi farlo con le grandi dimensioni. E allora, se ragioniamo in questi termini, nessuno può negare che l’Iri e Mediobanca,a suo tempo, erano espressione di una grande industria e di una grande finanza. Nel bene o nel male, quelle erano realtà che competevano su tutti i mercati. Dire questo non significa che voglio rifare l’Iri, che ho nostalgia dei fondi di dotazione e del controllo dello Stato sull’economia…”.

L’obiettivo, invece, è seguire il ”modello di quello che fece la tedesca Kfw ai tempi del Piano Marshall”, vale a dire l’Istituto di credito per la ricostruzione creato nel 1948 per gestire gli aiuti internazionali alla Germania distrutta dalla guerra. Quindi, promette Tremonti, ”niente Stato padrone, e niente yogurt di Stato”.

Solo la replica delle leggi francesi, così ”se bocciano le nostre dovranno bocciare anche le loro. E se è così, per le aziende finirà pari e patta. Azzeriamo tutto, noi e loro, e amici come prima”. Intanto, il ministro si dice ”fiducioso” sulla costituzione della cordata italiana per il gruppo di Collecchio. Il ministro si sofferma poi sulle privatizzazioni dei primi anni ’90, che sono state ”fatte male e gestite peggio”: ”Pensate – osserva – a cos’era Telecom prima di diventare Telecom”.