Parmigiano reggiano, nessuna etichetta speciale per indicare grassi e sali

di Redazione Blitz
Pubblicato il 19 luglio 2018 10:58 | Ultimo aggiornamento: 19 luglio 2018 13:35

Parmigiano reggiano, nessuna etichetta speciale per indicare grassi e sali

ROMA –  Il parmigiano reggiano è salvo, nessuna etichetta per il noto formaggio italiano. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] Dopo essere finiti nel mirino dell’Onu il sale e i grassi, si temeva che anche il parmigiano potesse essere obbligato all’introduzione di una speciale etichetta. Una ipotesi che aveva generato tensioni e polemiche da parte delle associazioni, ma il Consorzio del Parmigiano Reggiano placa i toni. “Abbiamo letto con attenzione il documento e risulta evidente che l’Oms non ha messo sotto accusa le eccellenze italiane”, ha commentato il direttore del Consorzio, Riccardo Deserti.

Il 18 luglio le Nazioni unite hanno rilasciato il documento “Time to deliver” in cui venivano messi al bando i prodotti con eccessive dosi di sale e grassi per lottare contro malattie come quelle cardiovascolari, oppure il diabete, l’ipertensione e il cancro. Una prima lettura ha fatto temere che nel mirino dell’Onu ci fossero anche i produttori italiani di formaggi, salumi, olio e vino. Tra questi, in particolare, il parmigiano reggiano. A rassicurare è Deserti, che spiega:

“Abbiamo letto con attenzione il documento “Time to deliver” e risulta evidente che l’Oms non ha messo sotto accusa le eccellenze italiane, né tantomeno il Parmigiano Reggiano che è noto per essere sano e naturale, per l’alta digeribilità, l’elevato contenuto di calcio e minerali, l’assenza di additivi e conservanti. L’Oms esprime tuttavia raccomandazioni a favore dell’adozione di norme di etichettatura sui prodotti per evidenziare la presenza di sale e grassi saturi. Questo punto apre il rischio che a livello mondiale si alimenti un “sistema Arlecchino” con grande confusione o, ancor più grave, che taluni paesi strumentalizzino tale raccomandazione per introdurre nuove barriere commerciali. Un pericolo che ci preoccupa. Occorre ora lavorare su più fronti, per chiedere di definire in trasparenza e coerenza linee guida generali per i sistemi di etichettatura promossi da Oms. Serve un approccio legato alla reale educazione sui comportamenti dei consumatori e non un semaforo”.

Intanto in sede Onu resta in primo piano il tema della prevenzione. “Per la prima volta nella storia le malattie non trasmissibili uccidono più delle epidemie”, ha detto il presidente dell’Assemblea Generale Miroslav Lajcak sottolineando che le malattie non trasmissibili sono responsabili di due terzi delle morti del mondo. “Troppe”, ha aggiunto pur ammettendo che progressi sono stati fatti sul fronte del consumo di tabacco e delle bevande ad altro contenuto di zucchero.