Partite Iva, controlli solo dopo l’accesso al fondo perduto

di redazione Blitz
Pubblicato il 13 Giugno 2020 16:52 | Ultimo aggiornamento: 13 Giugno 2020 18:04
Partite Iva, controlli solo dopo l'accesso al fondo perduto

Partite Iva, controlli solo dopo l’accesso al fondo perduto (Foto Ansa)

ROMA  –  Non ci saranno controlli preventivi di merito sulle partite Iva che chiedono i bonus al Fisco per l’emergenza coronavirus. 

Le richieste di accesso al fondo perduto saranno prima liquidate dalla Agenzia delle Entrate e solo in un secondo momento sottoposte a verifica.

“In questo modo puntiamo a perseguire i tre obiettivi prefissati: semplicità della domanda, velocità nei tempi di accredito e fiducia nei contribuenti”. Lo ha spiegato al Sole 24 Ore Raffaele Russo, ex Ocse, oggi nel gabinetto del ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri.

L’operazione fondo perduto scatterà nel pomeriggio di lunedì 15 giugno, ricordano Marco Mobili e Giovanni Parente sul quotidiano economico-finanziario.  

Al fondo perduto sono andati oltre 6 miliardi di euro per far fronte alle richieste delle partite Iva (al momento i professionisti sono esclusi) che non superano i 5 milioni di ricavi nel 2019 e che hanno avuto fatturati e corrispettivi ad aprile 2020 inferiori di almeno due terzi rispetto ad aprile 2019, spiega il Sole 24 Ore. 

Le domande potranno essere accolte fino al 13 agosto e fino al 24 per gli eredi che mandano avanti l’attività economica del titolare defunto.

“Dal momento dell’istanza all’accredito in conto corrente sull’Iban indicato dal contribuente passeranno all’incirca 10 giorni lavorativi”, ha spiegato al Sole 24 Ore Raffaele Russo. 

I controlli alle richieste delle partite Iva

Dopo l’invio della richiesta, infatti, verranno fatti solo controlli di coerenza, come il riscontro del codice fiscale del dichiarante e della correttezza dell’Iban. 

In particolare sull’Iban l’incrocio del codice indicato per far confluire il bonifico delle Entrate e l’effettiva appartenenza al contribuente sarà effettuato con il supporto di PagoPa. Non saranno, infatti, ammessi accrediti sul conto corrente dell’intermediario.

Riguardo ai controlli antimafia il protocollo prevede che l’Agenzia richieda successivamente la comunicazione antimafia anche sotto i 150mila euro per un campione di istanze in base al rischio e al beneficio accordato. (Fonte: Il Sole 24 Ore)