Partite Iva, nuovo regime minimi. Ti conviene? La guida

di Redazione Blitz
Pubblicato il 20 Ottobre 2014 16:36 | Ultimo aggiornamento: 20 Ottobre 2014 16:36
Partite Iva, nuovo regime minimi. Ti conviene? La guida

Partite Iva, nuovo regime minimi. Ti conviene? La guida

ROMA – Partite Iva, il governo cambia il regime dei minimi. Ma a chi conviene aderire al nuovo regime che sarà in vigore? La questione è complessa visto che il governo è orientato, tra le altre cose, a concedere al contribuente che si ritiene penalizzato dalle nuove regole di rimanere nel vecchio regime.

Alla domanda quale regime conviene prova a dare risposta il Sole 24 Ore  fissando 4 punti chiave che aiutino a capire quale sia il regime più conveniente.

1) Soglie di ricavi. L’attuale regime prevede una tassazione al 5% fissa il limite massimo di ricavi annui a 30mila euro. Il nuovo sistema, invece, differenzia le soglie di ricavi e compensi in base al tipo di attività svolta. Si va dai 15mila euro per le attività professionali, tecniche e sanitarie, ai  40mila euro per le attività di commercio all’ingrosso e al dettaglio.

2)Coefficienti di redditività  Nell’attuale regime  il reddito su cui calcolare l’aliquota del 5% viene determinato sottraendo i costi ai ricavi. Invece, nel nuovo regime agevolato il reddito da tassare al 15% si calcolerà in modo forfettario, applicando ai ricavi un “coefficiente di redditività”, che varia in base al tipo di attività. Coefficiente che è molto diverso:  40% per il commercio all’ingrosso e al dettaglio,  78% per le attività professionali.

Oggi i minimi, soprattutto nei primi anni di attività, possono azzerare il reddito deducendo le spese e i contributi. Con il nuovo meccanismo questa chance salta quasi per tutti, salvo chi abbia ricavi bassissimi.

3)Variabile Contributi. Spiega il Sole:

I nuovi minimi, secondo le bozze del Ddl stabilità circolate nei giorni scorsi, potranno continuare a dedurre i contributi previdenziali, come accade già con le regole attuali. I pratica, per determinare il reddito, dopo avere applicato ai ricavi il coefficiente di redditività, si deducono i contributi previdenziali: che rimangono, peraltro, l’unico costo deducibile.
Per artigiani e commercianti  nel nuovo regime non si applicherà il livello minimo imponibile per i contributi previdenziali previsto per chi è iscritto alle gestioni previdenziali degli artigiani e dei commercianti. Si tratta di una semplificazione che permette di ridurre i costi e può dare appeal al nuovo regime per queste categorie

4) Nuove attività  Ancora il Sole:

Il nuovo regime forfettario sarà a regime. Si tratta di una novità rilevante rispetto al regime attuale, nel quale si può restare per cinque anni o comunque fino al compimento dei 35 anni. A differenza di quello attuale, quindi, il nuovo regime non è solo aperto a chi avvia un’attività, ma anche a chi la esercita da anni, purché non sfori la soglia di ricavi o compensi.

Per l’avvio il nuovo regime prevede un’agevolazione ulteriore per chi inizia un’attività. Per tre anni dall’avvio, infatti, si può ridurre il reddito di un terzo e, su questo importo, applicare l’aliquota del 15%. In questo modo, il nuovo regime punta a tenere conto delle maggiori spese che vengono sostenute nella fase di start up.