Partite Iva, regime più soft: ipotesi taglio imposta sostitutiva al 10%

di Redazione Blitz
Pubblicato il 4 febbraio 2015 9:28 | Ultimo aggiornamento: 4 febbraio 2015 9:28
Partite Iva, regime più soft: ipotesi taglio imposta sostitutiva al 10%

Partite Iva, regime più soft: ipotesi taglio imposta sostitutiva al 10%

ROMA – Partite Iva, regime più soft: ipotesi taglio imposta sostitutiva al 10%. La proroga al 2015 del vecchio forfait al 5% per le partite Iva costerebbe “una decina di milioni quest’anno e 30 milioni a regime a partire dal 2016”. E’ la stima del sottosegretario all’Economia, Enrico Zanetti, fautore con Scelta Civica di un emendamento al Milleproroghe per far coesistere quest’anno vecchio e nuovo regime previsto dalla legge di stabilità. Si tratta, afferma a margine dei lavori della Camera, di cifre “gestibilissime”. “La scelta – conclude – è politica”.

E appunto la palla è passata all’iniziativa parlamentare per la modifica del milleproroghe, un aggiornamento annunciato anche da Matteo Renzi. Oltre all’intervento “tampone” dell’emendamento succitato, sul tavolo ci sono anche  l’innalzamento delle soglie e l’abbassamento dell’imposta sostitutiva dal 15% anche fino al 10 per cento. Sulle possibili modifiche in vista di regole più soft fa il punto il Sole 24 Ore del 4 febbraio.

L’obiettivo è quello di consentire a chi apre una partita Iva nel 2015 l’opzione per la tassazione con fisco ultraridotto (quella del regime con l’imposta sostitutiva al 5%) ma anche con soglia di ricavi o compensi a 30mila euro uguale per tutti. Il costo dell’operazione è stimato in 15 milioni di euro nel 2015 e di 30 milioni di euro dal 2016, su cui l’emendamento conta di trovare le coperture attraverso una riduzione del «Fondo per interventi strutturali di politica economica» (istituito dal Dl 282/2004) […]

L’ipotesi su cui si sta ragionando è quella di alzare le soglie dei ricavi o compensi in tutti quei casi in cui risultano particolarmente penalizzanti [… ] Non è tutto. Perché la novità più importante potrebbe riguardare l’abbattimento dell’imposta sostitutiva (così definita perché sostituisce Irpef e addizionali, Iva e Irap) dal 15% anche fino al 10 per cento.

La strada per arrivare a questo sconto di prelievo passa, però, per un dietrofront sull’agevolazione contributiva concessa a commercianti e artigiani che entrano nel forfettario. In pratica, in base alle regole attuali, questi ultimi possono optare di non versare più i contributi minimi ma di calcolarli su quanto effettivamente «guadagnato» nel corso dell’anno. (Marco Mobili, Il Sole 24 Ore)