Pasta, dal 17 febbraio etichetta dove coltivato e macinato il grano

di Redazione Blitz
Pubblicato il 8 febbraio 2018 10:48 | Ultimo aggiornamento: 8 febbraio 2018 10:48
Etichetta obbligatoria sulla pasta dal 17 febbraio: dove e è prodotto e macinato il grano

Pasta, dal 17 febbraio etichetta dove coltivato e macinato il grano

ROMA – Dal 17 febbraio le confezioni di pasta dovranno avere un’etichetta che indichi il nome del Paese nel quale il grano viene coltivato e quello in cui il grano è stato macinato. Oggi un pacco di pasta imbustato in Italia su tre è fatto con grano straniero senza alcuna indicazione per i consumatori.

Una novità, il decreto che obbliga alla etichettatura, risultato della campagna sul grano lanciata da Coldiretti con decine di migliaia di agricoltori scesi in piazza per difendere il Granaio Italia, contro l’invasione di prodotto straniero, “spesso di bassa qualità – sottolinea la confederazione agricola – e trattato con sostanze vietate nel nostro paese, e le speculazioni che hanno provocato il crollo dei prezzi del grano italiano al di sotto dei costi di produzione, con una drastica riduzione delle semine e il rischio di abbandono per un territorio di 2 milioni di ettari coltivati situati spesso in aree marginali”.

L’etichetta darà ossigeno anche ai risicoltori italiani, accerchiati dagli arrivi di prodotto straniero  – ma a partire dal secondo quadrimestre del 2018 il regolamento europeo sostituirà la nuova normativa – spesso favorito dal regime particolarmente favorevole praticato nei confronti dei Paesi Meno Avanzati (accordo Eba), che prevede la possibilità di esportare verso l’Unione Europea quantitativi illimitati di riso a dazio zero.

Le perplessità dell’associazione dei pastai. Aidepi (Associazione delle industrie del dolce e della pasta italiane) nei mesi scorsi aveva espresso perplessità sul decreto sulla nuova normativa. “Le nostre perplessità iniziali — spiega il presidente di Aidepi Riccardo Felicetti — deriva dalla considerazione che non è attraverso l’origine della materia prima che si dichiara la qualità della pasta che, piuttosto, deriva dal saper fare il pastaio. Abbiamo cercato di sostenere le nostre idee, che non sono state accolte dal legislatore. E così le prime confezioni sono già sul mercato. Ma riteniamo che ci sia stata una spinta in avanti troppo rapida: a partire dal secondo quadrimestre del 2018, infatti, arriverà il regolamento europeo che sostituirà la nuova normativa”.