Pensioni, a giugno il taglio degli assegni più elevati. Dirigenti della Cida: “Ci sarà una valanga di ricorsi”

di redazione Blitz
Pubblicato il 21 Maggio 2019 18:06 | Ultimo aggiornamento: 21 Maggio 2019 18:08
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Pensioni, a giugno il taglio degli assegni più elevati (foto Ansa)

ROMA – A giugno scatterà il conguaglio conseguente al taglio della rivalutazione annuale delle pensioni per il 2019, previsto dall’ultima legge di bilancio per i trattamenti sopra tre volte il minimo (1.522 euro al mese) e applicato da aprile. Lo indica l’Inps, in un messaggio pubblicato sul sito. “Nel mese di giugno 2019 viene recuperata la differenza relativa al periodo gennaio-marzo 2019”, si legge. Confermato da giugno anche il via al taglio sulle pensioni d’oro, anch’esso previsto dalla legge di bilancio, per i trattamenti pensionistici superiori a 100mila euro annui.

Le pensioni interessate dal taglio della perequazione sono state adeguate a partire dalla mensilità di aprile 2019. Per quanto riguarda, invece, il taglio sulle pensioni d’oro, in una circolare del 7 maggio scorso l’Inps ha chiarito le modalità ricordando che a decorrere dal primo gennaio 2019 e per la durata di 5 anni “i trattamenti pensionistici diretti complessivamente eccedenti l’importo di 100.000 euro lordi su base annua sono ridotti di un’aliquota percentuale in proporzione agli importi dei trattamenti pensionistici”.

La riduzione partirà dal 15% per la quota di importo da 100.000 a 130.000 euro; del 25% per la quota da 130.000 a 200.000 euro; del 30% da 200.000 a 350.000 euro; del 35% da 350.000 a 500.000 euro; fino al 40% per la quota di importo oltre i 500.000 euro. 

Intanto, la Confederazione italiana dei dirigenti e delle alte professionalità si è detta sempre contraria al taglio degli assegni più alti, dichiarando nei giorni scorsi che il taglio provocherà “una valanga di ricorsi”. 

Fonte: Ansa