Pensionati, basta consulenze nella P.A: anche enti locali e controllate

di Redazione Blitz
Pubblicato il 20 Luglio 2014 12:40 | Ultimo aggiornamento: 20 Luglio 2014 12:40
Pensionati, basta consulenze nella P.A: anche enti locali e controllate

Marianna Madia, ministro della Pubblica Amministrazione (foto Lapresse)

ROMA – Basta consulenze in tutti gli enti pubblici per chi percepisce già una pensione. Non solo nelle amministrazioni statali (come già avviene), ma ora anche nelle controllate e negli enti local. Per intenderci, non potranno pescare consulenti tra i pensionati anche le varie Eni, Enel, Poste, Ferrovie dello Stato, ma neanche Comuni e Regioni. Sempre che gli emendamenti alla riforma della Pubblica Amministrazione in discussione superano tutto l’iter parlamentare.

Spiega Andrea Bassi sul Messaggero che

Diventa più stringente i divieto «per i soggetti in quiescenza», previsto dalla Riforma della pubblica amministrazione, di ottenere incarichi che pesano sulle finanze pubbliche. In commissione Affari costituzionali della Camera, dove il decreto Madia è in discussione, sono stati approvati ben quattro emendamenti all’articolo con il quale il governo aveva deciso una prima stretta alle consulenze e agli incarichi affidati dalla pubblica amministrazione ai pensionati. Il divieto, innanzitutto, viene esteso anche agli enti e alle società controllate dallo Stato e dagli enti locali.

Come ogni regola, spiega Bassi, c’è anche l’eccezione:

Con una sola, vistosa, eccezione: quella dei componenti delle giunte degli enti territoriali. Insomma, i sindaci o i presidenti delle Regioni potranno continuare a scegliere i loro assessori tra pensionati. La scure invece calerà pesantemente sulle partecipate dello Stato, da Eni a Enel, da Poste alla Cassa Depositi e Prestiti fino alle Ferrovie, dove non potranno più essere assegnate consulenze, ma anche incarichi dirigenziali o direttivi, a persone che percepiscono una pensione pubblica o privata che sia.

Bassi ricorda anche che

Altra novità, decisamente rilevante, è che il divieto di far lavorare i pensionati sarà esteso anche agli organi costituzionali, dalla Camera, al Senato, fino alla Presidenza della Repubblica passando per la Corte Costituzionale