Pensione di reversibilità: non spetta con assegno di divorzio “una tantum”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 2 ottobre 2018 12:16 | Ultimo aggiornamento: 2 ottobre 2018 12:16
Pensione di reversibilità: non spetta con assegno di divorzio "una tantum"

Pensione di reversibilità: non spetta con assegno di divorzio “una tantum”

ROMA – La pensione di reversibilità non spetta all’ex coniuge che abbia percepito l’assegno di divorzio in una sola soluzione, “una tantum”. E’ quanto stabilito dalla Corte di Cassazione a Sezioni Unite nella sentenza n. 22434/2018. I giudici, che hanno respinto il ricorso di una signora che si era vista negare la titolarità del diritto alla pensione dell’ex marito, hanno fatto chiarezza sulla natura del trattamento pensionistico in questione.

L’assegno di divorzio come misura assistenziale che favorisce il coniuge non in grado di provvedere a se stesso secondo una logica solidaristica deve avere valore attuale, cioè qui e ora. Dal momento che il quantum di questo assegno era stato già fissato ed erogato “una tantum”, scompare, nel caso esaminato, l’attualità del trattamento. Secondo la signora, invece, quel trattamento di reversibilità ha natura previdenziale, non costituirebbe cioè la continuazione post mortem dell’assegno divorzile, per questo nel ricorso ha rivendicato la titolarità al diritto alla pensione dell’ex coniuge.

Su Studio Cataldi.it possiamo leggere la motivazione della Suprema Corte, in cui si afferma il principio di diritto per cui “ai fini del riconoscimento della pensione di reversibilità, in favore del coniuge nei cui confronti è stato dichiarato lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio, ai sensi dell’articolo 9 della legge 1 dicembre 1970 n. 898, nel testo modificato dall’art. 13 della legge 6 marzo 1987 n. 74, la titolarità dell’assegno, di cui all’articolo 5 della stessa legge 1 dicembre 1970 n. 898, deve intendersi come titolarità attuale e concretamente fruibile dell’assegno divorzile, al momento della morte dell’ex coniuge, e non già come titolarità astratta del diritto all’assegno divorzile che è stato in precedenza soddisfatto con la corresponsione in un’unica soluzione”.