Pensione, se hai 25 anni sarà il 33% del reddito. Fattene una da solo in 3 mosse

di Redazione Blitz
Pubblicato il 30 Marzo 2015 14:19 | Ultimo aggiornamento: 30 Marzo 2015 14:19
Pensione, se hai 25 anni sarà il 33% del reddito. Fattene una da solo in 3 mosse

Pensione, se hai 25 anni sarà il 33% del reddito. Fattene una da solo in 3 mosse

ROMA – Oggi hai 25 anni? Quando andrai in pensione, cioè molto tardi, il tuo nuovo assegno previdenziale sarà pari al 33% della tua ultima busta paga. Ovvero: se nel corso della tua carriera lavorativa arriverai a prendere 3mila euro da pensionato dovrai accontentarti di mille euro. Si tratta di simulazioni realizzate dalla società Progetica per l’inserto economico del Corriere della Sera. Cifre che, al di là delle approssimazioni, fanno capire una cosa: il domani per i giovani rischia di essere grigio a meno da non iniziare a pensarci da subito.  Sempre il Corriere  suggerisce tre possibilità precise per integrare in modo sensibile la pensione che (forse) verrà.

1) La prima, scrive Roberto Bagnoli, è quella di accantonare subito una rendita fai da te. Bastano 25 euro al mese per arrivare ad accumularne 100 al mese. Non subito, ovviamente: dopo 46 anni di lavoro e quindi immaginando un pensionamento a 71 anni. C’è un primo problema: quanti, a 25 anni, hanno già uno stipendio stabile che gli consente l’accantonamento? Pochi. Eppure, spiega  Andrea Carbone  di Progetica, il tempo è un fattore chiave:

“Le simulazioni mostrano anche cosa cambia se l’adesione alla previdenza integrativa avviene cinque anni dopo, oppure cinque anni prima”. Così, per esempio, per il venticinquenne il versamento di venticinque euro netti al mese sale a trenta nel primo caso, e si riduce a ventuno nel secondo: per un cinquantacinquenne, invece, rispetto ai 155 si va da 271 (addirittura il 75% in più) a 108 euro, cioè il 30% in meno. Nelle simulazioni è stata ipotizzata la scelta di una linea d’investimento bilanciata-azionaria, in cui i titoli di debito sono il 70%.

2)La seconda mossa è puntare sulla previdenza integrativa che continua a convenire, anche se meno che in passato. Sempre il Corriere spiega come un giovane di 25 anni con uno stipendio da 1000 euro netti al mese, se versa 1000 euro l’anno  in un fondo pensione ne risparmia 270 in tasse. In totale il beneficio,  moltiplicato per i quarantasei anni dipermanenza nel fondo pensione, arriva a 13.422 euro.

3)La terza mossa è quella di investire al più presto Tfr e contributo aziendale.  Per i lavoratori dipendenti, infatti sono e voci risorse importanti per alimentare la pensione di scorta. Ancora una volta è fondamentale il fattore tempo:  prima si aderisce più si gonfia la pensione che verrà. Aderendo alla linea bilanciata di investimento, spiega Bagnoli, il ragazzo di 25 anni  potrebbe ottenere una pensione integrativa di 714 euro netti al mese. Quasi una seconda pensione. Se invece rischia di meno e punta su un tipologia di investimento garantito  l’assegno di scorta scende a 450 euro netti al mese.

4) Ultima mossa, stavolta da ponderare con cautela, è quella del riscatto della laurea. Prima di tutto, spiega infatti il Corriere “bisogna chiarirsi bene quale obiettivo ci si propone: se viene usato per anticipare la data di pensionamento, oppure per aumentare l’importo del vitalizio. Se lo scopo è smettere prima del tempo, in determinati casi potrà essere utilizzato da un venticinquenne che comincia oggi e dovrà lavorare decisamente più a lungo dei propri genitori: secondo uno scenario medio di allungamento dell’aspettativa di vita, infatti, smetterà a 71 anni e un mese. Riscattando tre anni potrebbe staccare a 68 e quattro mesi; riscattandone cinque, invece, potrebbe anticipare a 66 e un mese”.