Pensioni presto: 13 scivoli nel 2019. Piena occupazione miraggio, tutti pensionati obiettivo

di Alessandro Camilli
Pubblicato il 7 giugno 2019 14:37 | Ultimo aggiornamento: 8 giugno 2019 8:26
Pensioni sempre più presto: 13 scivoli nel 2019. Piena occupazione miraggio, tutti pensionati obiettivo

Pensioni presto: 13 scivoli nel 2019. Piena occupazione miraggio, tutti pensionati obiettivo (foto d’archivio Ansa)

ROMA – Pensioni presto, pensioni ottenute prima dell’età di legge per pensionarsi, pensioni conseguite prima dei 67 anni di età cui inchiodava (in teoria) la legge Fornero. E prima dei 63 anni circa di età che era la media anagrafica con cui si andava in pensione in Italia prima che arrivasse il governo Salvini-Di Maio. Pensionarsi presto e prima qui e oggi si può. Sono in atto o in cottura parlamentare la bellezza di 13 scivoli 13 per andare in pensione.

Scivoli di 4 o 7 anni o anche di 2 o 3 anni. Scivoli per ogni misura e ogni fretta e urgenza e voglia di andare in pensione. Il Sole 24 Ore ha fatto io censimento degli scivoli e ne ha contato appunto tredici. Il più noto è Quota 100, si va in pensione a 62 anni e 38 di contributi. Ma si può fare prima. C’è l’opzione donna, si va in pensione anche sotto i 60 di età. C’è la isopensione (alzi la mano che sapeva cosa era) che era anche nella legge Fornero: le piccole aziende possono accordarsi con i dipendenti per far avere loro la pensione 2/3 anni prima del tempo. C’è l’Ape sociale. E c’è, sta arrivando il maxi scivolo previsto nel Decreto Crescita: le grandi aziende possono accordarsi per pre pensionare sette anni prima del tempo, lo Stato consente e aiuta.

Prima della Fornero l’Italia andava in pensione all’età media effettiva tra 58 e 59 anni. Con la Fornero si era saliti a 62/63 anni di età di pensionamento reale (da quella di legge andavano scalate le non poche eccezioni di categoria e status che abbassavano la media). Ora con 13 scivoli 13 si ridiscende agevolmente intorno ai 60 anni reali. E qualcuno ce la può fare molto prima del previsto ad andare in pensione: c i sono 13 tra vie, viuzze e viali e viottoli per pensionarsi.

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Così si ottiene una sempre più marcata caratteristica somatica del lavoro in Italia, quella della quota di popolazione attiva decisamente inferiore alla media europea. Quota che con tutto questo pensionarsi andrà ancora percentualmente a ridursi. Perché è falso, totalmente falso che per uno che va in pensione un altro trova posto di lavoro. Non funziona uno a uno. Dopo aver raccontato che anzi ne sarebbero stati assunti due o tre per uno che si pensionava, ora anche Di Maio e Salvini ammettono a voce molto più bassa che funziona così: un nuovo posto di lavoro ogni 2/3 nuovi pensionati.

Quindi meno gente al lavoro in prospettiva, prospettiva che l’azione e le leggi di governo favoriscono. E che l’opinione pubblica votante reclama. La piena occupazione era e resta un miraggio. L’aumento dell’occupazione non se ne parla. Pralarne vuol dire cose difficili: infrastrutture da creare, produttività da aumentare, investimenti pubblici e privati da rischiare, competenze e tecnologie da acquisire…Cose difficili e faticose. Invece l’obiettivo, l’orizzonte cui tendere il cammino, il pensiero e la legislazione conseguente è: tutti in pensione. O almeno in pensione il più possibile. Affrettarsi, affollarsi alla pensione. Non a caso ci sono 13 scivoli 13, qui e oggi anno 2019. Per chi davvero, testardo, ostinato e colpevbomente anagraficamente troppo lontano dalla pensione e per di più competente e qualificato da studi, un salto all’estero. Lì, all’estero magari si lavora. Qui, da noi Italia, si pensiona.