Pensioni, 23mila esodati, no salvaguardia. Tutti gli ammessi

di Redazione Blitz
Pubblicato il 25 Novembre 2015 9:44 | Ultimo aggiornamento: 25 Novembre 2015 9:44
Pensioni, 23mila esodati, no salvaguardia. Tutti gli ammessi

Pensioni, 23mila esodati, no salvaguardia. Tutti gli ammessi

ROMA – La speranza per i 23mila esodati rimasti fuori dall’ultima salvaguardia è che il tema venga affrontato alla Camera, perché al Senato è stato per ora respinto l’emendamento alla legge di Stabilità che di fatto tutela 26mila lavoratori. Anche su opzione donna, gli emendamenti respinti lasciano fuori quelle lavoratrici che hanno conseguito i requisiti ma compiono gli anni nell’ultimo trimestre del 2015 (i tre mesi dell’allungamento dell’aspettativa di vita che in un primo momento non erano stati conteggiati).

Dal sito di International Business Times ricaviamo il profilo preciso degli esodati ammessi all’ultima salvaguardia. Accesso che verrà (se non viene modificato alla Camera l’articolo dedicato) inibito a chi ha utilizzato i permessi retribuiti della 104.

6.300 lavoratori in mobilità o in trattamento speciale edile a seguito di accordi governativi o non governativi stipulati entro il 31 dicembre 2011 o, nel caso di lavoratori provenienti da aziende cessate o interessate dall’attivazione delle vigenti procedure concorsuali quali il fallimento, il concordato preventivo, la liquidazione coatta amministrativa, l’amministrazione straordinaria o l’amministrazione straordinaria speciale, anche in mancanza dei predetti accordi. In questo caso però, il diritto al trattamento previdenziale deve essere stato maturato entro la data di scadenza dell’indennità di mobilità (o dello speciale trattamento edile) se cessati dal lavoro entro il 31 dicembre 2014 oppure, se cessati dal lavoro entro il 31 dicembre 2012, entro i successivi 12 mesi.

9.000 prosecutori volontari della contribuzione anteriormente al 4 dicembre 2011 che possano far valere almeno un contributo volontario accreditato o accreditabile alla data del 6 dicembre 2011, anche se hanno svolto, successivamente alla data del 4 dicembre 2011, qualsiasi attività, non riconducibile a rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato. In questo caso la data di decorrenza corrisponde all 6 gennaio 2017 (comprensiva della finestra mobile).

i 6000 lavoratori il cui rapporto di lavoro si è risolto entro il 30 giugno 2012 in ragione di accordi individuali sottoscritti in applicazione di accordi collettivi di incentivo all’esodo stipulati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative a livello nazionale entro il 31 dicembre 2011, anche nel caso in cui abbiano svolto, dopo il 30 giugno 2012, qualsiasi attività non riconducibile a rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato. Inoltre risultano inclusi anche i lavoratori il cui rapporto di lavoro sia cessato per risoluzione unilaterale, nel periodo compreso tra il 1º gennaio 2007 e il 31 dicembre 2011.

potranno accedere anche i 2000 lavoratori che, nel 2011, risultavano essere in congedo ai sensi dell’articolo 42, comma 5, del decreto legislativo n. 151 del 2001 a condizione di che il congedo risulti attribuito per assistere figli con disabilità grave.

infine la salvaguardia è stata estesa anche ai 3000 lavoratori con contratto a tempo determinato e in somministrazione con contratto a tempo determinato, cessati dal lavoro tra il 1° gennaio 2007 e il 31 dicembre 2011, non rioccupati a tempo indeterminato. (Vittoria Patanè, International Business Times).