Pensioni, 3 agosto via ai rimborsi. Non più del 35% tra 1500 e 2000 euro mese

di Redazione Blitz
Pubblicato il 30 luglio 2015 10:30 | Ultimo aggiornamento: 30 luglio 2015 10:30
Pensioni, 3 agosto via ai rimborsi. Non più del 35% tra 1500 e 2000 euro mese

Pensioni, 3 agosto via ai rimborsi. Non più del 35% tra 1500 e 2000 euro mese

ROMA – Lunedì 3 agosto (non il promo del mese perché c’è il week end di mezzo) tutti i pensionati con trattamenti compresi fra tre e sei volte il minimo potranno verificare sull’assegno la restituzione, molto parziale, delle mancate rivalutazioni che grazie alla Corte Costituzionale sono state ripristinate.

Parliamo di 3,7 milioni di persone con un assegno lordo che nel 2011 fosse compreso tra 1.405 euro e 2.810 euro. Gli altri o si erano già visti riconosciuti la rivalutazione (sotto 1.405 euro) o non accedono ad alcuna rivalutazione (sopra 2.180 euro).

Diciamo che gli assegni più bassi recuperano un po’ di più, ma in generale al massimo viene rimborsato il 35% del dovuto. Il meccanismo di rivalutazione è un po’ complesso. Tecnicamente, spiega il Quotidiano della PA

il calcolo deve essere, quindi, effettuato prendendo a base l’importo complessivo dei trattamenti alla data di dicembre 2011, importo sul quale effettuare tre diverse rivalutazioni, da utilizzare rispettivamente: per il 2012 e il 2013; per il 2014 e 2015; dal 2016. (Il Quotidiano della PA).

Impossibile uscire dal linguaggio burocratico e attuariale ma diciamo che la perequazione al tasso di inflazione del 2012 e 2013 (2,7% e 3%) sarà del 40% per gli assegni tra 3 e 4 volte il minimo, del 20% tra 4 e 5 volte il minimo, del 10% tra 5 e 6. Nel 2016 il meccanismo cambia, come spiega Luca Cifoni del Messaggero che cita anche qualche esempio in termini più comprensibili indicando il quantum in soldi effettivi.

L’adeguamento avrebbe avuto effetti anche sui successivi 2014 e 2015, sommandosi a quelli derivanti dal differente meccanismo adottato dal governo Letta. Per quegli anni però la perequazione viene riconosciuta solo al 20 per cento delle percentuali precedenti (quindi 20 per cento del 40 per cento e così via). Nel 2016 infine la pensione sarà ricostruita applicando per il 2012 e 2013 una rivalutazione pari alla metà delle stesse percentuali.

Ecco quindi che il recupero reale, rispetto a quello massimo teoricamente possibile, arriva intorno al 35 per cento per gli assegni tra i 1500 e i 2.000 euro mensili e poi scende al 10-11 per cento in prossimità della soglia massima dei 2.800 circa. Una pensione di 1.500 euro si vedrà riconosciuti 796 euro invece di 2.294, una di 2.000 ne avrà 530 invece di 2.982, una di 2.800 infine 370 contro 3.330. (Luca Cifoni, Il Messaggero).