Pensioni: 3 mld contributi immigrati ma nessuna prestazione

di Redazione Blitz
Pubblicato il 30 Settembre 2015 10:16 | Ultimo aggiornamento: 30 Settembre 2015 10:16
Pensioni: 3 mld contributi immigrati ma nessuna prestazione

Pensioni: 3 mld contributi immigrati ma nessuna prestazione

ROMA –  Smettere di pagare le prestazioni non contributive ai pensionati che risiedono all’estero, creare un fondo per investire su politiche di integrazione degli immigrati e cercare di mettere un freno alla fuga dei pensionati italiani verso Paesi nei quali la tassazione è più favorevole: sono le proposte lanciate ieri dal presidente dell’Inps, Tito Boeri nel corso della presentazione del Rapporto dell’Istituto sulle pensioni all’estero.

Immigrati: 3 miliardi di contributi, senza prestazione alcuna. Il presidente dell’Inps ha sottolineato come ci sia un fenomeno significativo di ”free riding” sui contributi degli stranieri con una percentuale elevata di coloro che adesso avrebbero l’età per la pensione di vecchiaia e che hanno versato contributi che non hanno alcuna prestazione. In pratica circa 200.000 stranieri sui 927.448 che hanno superato i 66 anni e tre mesi (il 21%), non ha alcuna prestazione dall’Inps per un totale di contributi capitalizzati in base alle regole del contributivo di circa tre miliardi di euro.

Boeri: ”Usiamoli per le politiche di integrazione”. Perché non fare – ha detto Boeri – un fondo per investire su politiche dell’integrazione degli immigrati”. Boeri si è soffermato anche sulla necessità di riflettere sul sostanziale regalo che il nostro Paese fa pagando all’estero prestazioni non basate solo sul sistema contributivo.

”L’Italia – dice – è uno dei pochi paesi a riconoscere la portabilità extra Ue della parte non contributiva delle pensioni. Paghiamo – spiega – integrazioni al minimo e maggiorazioni sociali a persone che vivono e pagano le tasse altrove, riducendo il costo dell’assistenza sociale in questi paesi. Mentre in Italia non abbiamo una rete di assistenza sociale di base.. Perchè non smettere di pagare prestazioni non contributive all’estero?”.