Pensioni a 67 anni, l’orgoglio della Fornero: “Giusto, basta mentire al Paese”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 6 novembre 2017 11:10 | Ultimo aggiornamento: 6 novembre 2017 11:12
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Pensioni a 67 anni, l’orgoglio della Fornero: “Basta mentire al Paese”

ROMA – Pensioni a 67 anni, l’orgoglio della Fornero: “Giusto, basta mentire al Paese”. Il premier Paolo Gentiloni e il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan hanno fatto bene a impedire il blocco dell’aumento dell’età pensionabile, “perché è una scelta che risponde a un’esigenza di medio periodo nell’interesse generale, e non elettorale. Si è evitato di scaricare sui giovani il costo di un’operazione che avvantaggerebbe solo le generazioni più mature”.

Lo afferma Elsa Fornero, ex ministro del Lavoro, in un’intervista a Repubblica in cui definisce “penosa e vigliacca” la politica che “inganna i cittadini con le promesse anziché parlare il linguaggio della verità”. “Solo dal 2012 tutte le pensioni sono pro rata calcolate con il metodo contributivo. Ci vorrà ancora una ventina d’anni perché le pensioni siano interamente contributive. Da allora in poi potranno scattare i meccanismi di flessibilità” in uscita, spiega Fornero, che dice sì all’ampliamento delle maglie dell’anticipo pensionistico sociale.

Alla vigilia del confronto a Palazzo Chigi con i sindacati (nel pomeriggio di oggi 6 novembre parte il tavolo tecnico) il Governo studia una deroga all’innalzamento automatico dell’età pensionabile per circa il 10% dei pensionandi (sono 170mila in totale). L’esecutivo sta pensando di esentare intanto i 15 mila lavoratori “gravosi” già oggi inclusi nell’Ape sociale, l’indennità pagata dallo Stato per anticipare l’uscita a 63 anni. Alle undici categorie già tutelate se ne potrebbero aggiungere altre 3 categorie: siderurgici, marittimi e agricoltori. Probabilmente non basterà ai sindacati ricordare che i lavoratori “usuranti” sono poi già esclusi dall’adeguamento automatico fino al 2026: lavoratori notturni, alle catene di montaggio, in spazi ristretti, sottoterra o sulle gru. (La Repubblica)

“Penso che sia una buona innovazione che può permettere a categorie sfortunate di non subire l’effetto dell’indicizzazione senza mettere a repentaglio la sostenibilità del sistema previdenziale. È un intervento sociale che per la prima volta realizza la separazione tra assistenza e previdenza”. In merito all’obiezione che lasciando i più anziani al lavoro non si liberano i posti per i giovani, “il ragionamento va capovolto: vanno create le occasioni di lavoro, anche attraverso le politiche attive per il lavoro rispetto alle quali siamo a dir poco impreparati, e non pensare che al lavoro si acceda cacciando qualcun altro”, dichiara Fornero.

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