Pensioni: adeguamento all’inflazione rallentato sopra i 1530 euro lordi. Come i governi di prima

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 Dicembre 2018 9:12 | Ultimo aggiornamento: 18 Dicembre 2018 9:12
Pensioni: adeguamento all'inflazione rallentato sopra i 1530 euro lordi. Come i governi di prima

Pensioni: adeguamento all’inflazione rallentato sopra i 1530 euro lordi. Come i governi di prima

ROMA – Rinviata a data da destinarsi l’indicizzazione piena di tutte le pensioni all’inflazione: nella bozza della nuova manovra finanziaria (quella corretta per soddisfare le  richieste dell’Europa) l’adeguamento integrale riguarderà solo gli assegni fino a 1530 euro, un po’ come succedeva con i governi che hanno preceduto quello Lega-M5S.

La versione corretta contiene dunque la proroga del blocco dell’adeguamento delle pensioni, sulla falsariga del “meccanismo Letta”. L’indicizzazione resterebbe piena (100%) per gli assegni fino a 3 volte il minimo (circa 1.500 euro), per passare all’85% su quelli tra 3 e 4 volte il minimo, all’80% su quelli tra 4 e 5 volte, al 60% tra 5 e 6 volte e al 50% per gli assegni superiori a 6 volte il minimo. La misura farebbe risparmiare circa un miliardo e mezzo in tre anni.

Secondo le indiscrezioni raccolte dal Sole 24 Ore la proroga del blocco delle indicizzazioni durerà un altro triennio. I risparmi ottenuti contribuiranno a finanziare la formula quota 100 delle pensioni anticipate: 200 milioni nel 2019, 600 nel 2020, 900 milioni nel 2021. Per il nuovo anno la perequazione (cioè l’adeguamento all’inflazione) avrebbe dovuto comportare un aumento  dell’1.10%. Ne beneficeranno solo i pensionati fino a 1530 euro lordi al mese.