Pensioni artigiani/commercianti 2015: contributi più cari (0,45%). Circolare Inps

di Redazione Blitz
Pubblicato il 5 Febbraio 2015 14:42 | Ultimo aggiornamento: 5 Febbraio 2015 14:42
Pensioni artigiani e commercianti 2015: contributi più cari. Il quadro completo

Pensioni artigiani e commercianti 2015: contributi più cari. Il quadro completo

ROMA – Pensioni artigiani e commercianti 2015: contributi più cari. Il quadro completo. Fino alla Legge di Stabilità artigiani e commercianti pagavano il 22,20% di aliquota contributiva per la pensione: dal 2015 l’aliquota è aumentata dello 0,45%, per cui raggiunge il 22,65%. L’aumento sarà effettuato – in egual misura – ogni anno fino a raggiungere il 24 per cento nel 2018.

La circolare dell’Inps (n. 26 del 2015, qui il testo integrale) prende formalmente atto dell’avvenuto rincaro e definisce il quadro contributivo ufficiale per gli iscritti alla gestione previdenziale Inps:

Le aliquote contributive […] sono incrementate di 1,3 punti percentuali e successivamente di 0,45 punti percentuali ogni anno fino a raggiungere il livello del 24 per cento. Ne risulta che le aliquote contributive per il finanziamento delle gestioni pensionistiche dei lavoratori artigiani e commercianti, per l’anno 2015, sono pari alla misura del 22,65 % (22,74% commercianti, ndr.).

Continuano ad applicarsi, anche per l’anno 2015, le disposizioni di cui all’art. 59, comma 15 della legge 27 dicembre 1997, n. 449, relative alla riduzione del 50% dei contributi dovuti dagli artigiani e dagli esercenti attività commerciali con più di sessantacinque anni di età, già pensionati presso le gestioni dell’Istituto. (Circolare Inps 26 del 4 febbraio 2015)

Over 65 e under 21. Per i lavoratori autonomi con più di 65 anni già titolari pensione a carico dell’Inps continua a valere la riduzione del 50%.

Per i coadiuvanti e coadiutori di età non superiore a 21 anni l’aliquota è ridotta di tre punti percentuali. Il minimale e il relativo contributo sono riferiti al reddito attribuito a ogni singolo soggetto operante nell’impresa. Per i lavoratori che cessano o che avviano un’attività in corso d’anno, il contributo sul minimale sarà rapportato a mesi, secondo quanto previsto dalla legge 233/1990. (Fabio Venanzi, Il Sole 24 Ore)