Pensioni, “bloccare l’aumento dell’età in relazione all’aspettativa di vita”. Il dossier dei sindacati

di Redazione Blitz
Pubblicato il 21 settembre 2017 7:00 | Ultimo aggiornamento: 20 settembre 2017 12:06
Pensioni, "bloccare l'aumento dell'età in relazione all'aspettativa di vita". Il dossier dei sindacati

Pensioni, “bloccare l’aumento dell’età in relazione all’aspettativa di vita”. Il dossier dei sindacati

ROMA – Pensioni, “bloccare l’aumento dell’età in relazione all’aspettativa di vita”. Il dossier dei sindacati. Cgil, Cisl e Uil hanno inviato al Governo la proposta unitaria per intervenire sulla previdenza per “superare le attuali rigidità e favorire il turn over generazionale per rendere più equo l’attuale sistema previdenziale”. I sindacati chiedono il blocco dell’adeguamento all’aspettativa di vita, previsto per il 2019 (a 67 anni) e che al contempo “si avvii un tavolo di studio per individuare un nuovo criterio che rispetti le diversità e le peculiarità di tutti i lavori”.

Quali chance hanno i sindacati di veder approvate le loro richieste? Al momento il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, pur dando disponibilità a valutare le proposte ha parlato di “sentiero stretto” per quanto riguarda le risorse. Nulla di fatto quindi al momento e nuovo momento di confronto da fissarsi a inizio ottobre, dopo la presentazione del Def e dopo il G7 sul Lavoro a Torino.

“Ci hanno illustrato le loro proposte e si sono impegnati a mandarcele – ha detto Poletti in occasione dell’ultimo incontro -. Noi valuteremo la platea e i costi degli interventi tenendo conto dei vincoli di bilancio. Il sentiero – ha aggiunto citando il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan – è stretto”.

Per i sindacati le proposte avanzate negli incontri scorsi dal Governo sono “largamente insufficienti”, a partire da quella fatta sull’accesso alle donne all’Ape social (con la riduzione di 6 mesi di contributi necessari ad arrivare al minimo per ogni figlio fino a un massimo di due anni). “Il sistema deve riguardare tutte le lavoratrici – ha detto il numero uno della Cgil, Susanna Camusso – e deve essere molto più significativo di quello proposto”.