Pensioni, buco di 7 miliardi. Nel 2008 il deficit era di 5,3

Pubblicato il 13 Ottobre 2009 19:05 | Ultimo aggiornamento: 13 Ottobre 2009 19:05

Paolo Crescimbeni, presidente dell'Inpdap

Deficit nel settore pensionistico. Nel 2009 il disavanzo Inpdap supererà i 7 miliardi con un aumento di oltre il 30% rispetto ai 5,3 miliardi del 2008. Lo sottolinea il presidente dell’Inpdap, Paolo Crescimbeni nel Rapporto sull’Istituto presentato oggi alla Camera dei deputati.

Secondo Crescimbeni le ragioni del deficit previsto per l’anno in corso (fronteggiate con risorse dell’Istituto per 1,7 miliardi e per 5,6 miliardi con anticipazioni di Tesoreria) sono riconducibili a fenomeni «strutturali quali la progressiva riduzione della platea degli iscritti, l’aumento del numero dei pensionati e degli importi medi dei trattamenti pensionistici, il ricorso degli iscritti al finanziamento per mutui e prestiti concessi dall’Ente a seguito della generalizzata crisi economica, l’aumento della aspettativa di vita e, infine, le perduranti carenze di molte amministrazioni pubbliche nelL’assolvimento con correttezza degli obblighi dichiarativi e contributivi».

Nel 2008 – ha spiegato Crescimbeni nella sua relazione – l’Istituto ha registrato entrate per 63,1 miliardi di euro (57,2 miliardi di entrate contributive e 4,7 derivanti dalla gestione credito e patrimonio) e 68,4 miliardi di uscite (61,4 per prestazioni previdenziali e pensionistiche e un miliardo per il patrimonio oltre a interventi a favore dei giovani e anziani e prestiti di varia tipologia). Nel 2008 l’Istituto ha coperto il differenziale tra entrate e uscite «interamente con l’avanzo di amministrazione disponibile».

Crescimbeni esponendo i dati sul disavanzo 2009 ha ricordato che, con la legge Finanziaria 2008, è stata abrogata la norma che prevedeva l’apporto dello Stato all’Inpdap di finanziamenti annuali a copertura della spesa pensionistica per i trattamenti dei dipendenti dello Stato e che l’eliminazione di questo finanziamento ha determinato minori entrate per 1,7 miliardi nel solo 2008 e per 3,8 miliardi nel 2009 «accentuando in modo abnorme gli squilibri di parte corrente dell’Ente».

Questa decisione inoltre, secondo il presidente Inpdap ha contribuito a creare «infondati allarmismi circa la solidità finanziaria» dell’Istituto, infondati in quanto trattasi di operazioni di ingegneria finanziaria che spostano la sede di determinate spese da una amministrazione all’altra.

Qualora la Cassa Stato fosse stata alimentata anche dai trasferimenti correnti previsti dalla norma abrogata – sottolinea Crescimbeni – il ricorso alle anticipazioni di Tesoreria – che in realtà rappresentano per Inpdap veri e propri prestiti – sarebbe stato inferiore, per il 2009, proprio per un importo pari ai 3,8 miliardi di scopertura previdenziale della Cassa Stato».

L’Inpdap ha 3.620.000 iscritti e paga 2.650.000 pensioni. Ogni anno eroga circa 700.000 rapporti di fine servizio, principalmente per rapporti di lavoro di durata inferiore all’anno (come i precari della scuola). Nel 2008 sono state erogate nel complesso 101.060 nuove pensioni a fronte delle 134.596 del 2007.