Pensioni, buste arancioni in arrivo. Poletti promette: “Entro fine anno”

di redazione Blitz
Pubblicato il 9 Luglio 2014 7:20 | Ultimo aggiornamento: 9 Luglio 2014 2:24
Pensioni, buste arancioni in arrivo. Poletti promette: "Entro fine anno"

Pensioni, buste arancioni in arrivo. Poletti promette: “Entro fine anno”

ROMA – Buste arancioni in arrivo: la pensione per gli italiani non sarà più un mistero. Date per latitanti da oltre un lustro, le prime buste “amiche”, quelle che dovrebbero illustrare a tutti gli italiani la loro situazione pensionistica, stanno per essere spedite.

O almeno così ha promesso il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, che annuncia una prima fase di ”sperimentazione entro la fine di quest’anno” per portare il lavoro ”a compimento” nel 2015. L’idea della busta arancione, mutuata dal modello svedese, rientra in un’ottica di trasparenza e semplificazione, sulla stessa rotta perseguita con la dichiarazione dei redditi precompilata.

”Abbiamo bisogno di restituire fiducia ai cittadini” anche sul versante delle ”aspettative previdenziali’‘, ha detto Poletti, intervenendo alla relazione annuale dell’Inps al Parlamento. A dispetto di quanti malignavano che dietro al ritardo si celasse in realtà la preoccupazione, comprensibile, di non voler mettere gli italiani di fronte a una verità scomoda: le pensioni, come le stagioni, non sono e, soprattutto, non saranno più quelle di una volta.

Alla base c’è il tasso di trasformazione della retribuzione in pensione, un dato che permette di fare proiezioni e simulare le rendite future. Un numero chiave che ha bisogno di ”credibilità pubblica”. Il passaggio è delicato e gli eventuali aggiustamenti potranno essere apportati nel corso della sperimentazione, che probabilmente sarà condotta su una platea circoscritta rispetto ai quasi 16 milioni di pensionati.

Le difficoltà non sono però solo negli algoritmi, il commissario straordinario dell’Inps, Vittorio Conti, ha sottolineato come l’iniziativa della busta arancione, che si era fatta strada già sotto il governo Letta, annoveri oltre a ”una componente tecnica” anche ”una politica, esponendo il governo a una responsabilità, perché significa tenere fissa l’architettura previdenziale’‘. Inoltre per Conti ”non basta avere un calcolatore che sputa fuori un numero, ma quella cifra deve essere letta dal singolo a seconda dei suoi bisogni futuri”.

Già dai prossimi mesi quindi c’è da aspettarsi la sorpresa nella cassetta postale. Giova ricordare che in media, nel 2013, il reddito complessivo da pensione si è fermato a 1.297 euro (30 euro in più sul 2012), con ampie differenze tra donne e uomini, visto che le pensionate, sempre in media, prendono il 30% in meno.