Pensioni, Camusso contro la Fornero: “Quanta violenza da una donna”

Pubblicato il 19 Dicembre 2011 10:49 | Ultimo aggiornamento: 19 Dicembre 2011 10:49

ROMA – “Tanta violenza non me l’aspettavo da una donna”. Susanna Camusso va all’attacco del ministro Elsa Fornero. Il leader della Cgil ha dipinto la Fornero come una sorta di Crudelia, per via degli interventi sulle pensioni: secondo la sindacalista, la riforma colpirà soprattutto i più deboli.

”C’e’ una straordinaria sottovalutazione e una supponenza impressionante da parte del governo nel non capire le conseguenze della riforma delle pensioni, che rappresenta un intervento brutale sui prossimi 6-7 anni per tante persone che non potranno accedere alla pensione e non avranno un sussidio”, ha detto la Camusso che in un’intervista al Corriere della Sera definisce l’intervento sulle pensioni ”folle”.

Nella riforma ”c’e’ una norma programmatica che affida a una commissione di studiare la possibilita’ che i lavoratori spostino una parte dei contributi previdenziali dal sistema pubblico alle assicurazioni private. Questa e’ una riforma per smontare il pilastro delle pensioni pubbliche”, denuncia Camusso.

”La situazione era ed e’ grave, ma la ricetta giusta non e’ quella di Monti, perche’ grava sui soliti noti e punta a far cassa rapidamente su chi non puo’ sottrarsi e non si e’ mai sottratto al Fisco. Determina recessione e quindi non mette affatto al riparo il Paese”, dice la leader sindacale, secondo cui servira’ ”di sicuro” un’altra manovra, perche’ in questa ”non c’e’ una spinta alla crescita”.

In merito alla possibilita’ di altri scioperi, ”valuteremo con Cisl e Uil. Io sono per continuare la mobilitazione. Non finisce qui”, avverte Camusso. ”Contesto che si possa pensare che ci siano lavori che si possono fare fino a 70 anni. Se la immagina una sala operatoria con infermieri settantenni? Mica sono tutti banchieri”.

Il contratto unico per i giovani proposto da Fornero ”sarebbe un nuovo apartheid a danno dei giovani”, commenta il segretario della Cgil. ”La precarieta’ c’e’ soprattutto nelle piccole aziende, dove non si applica l’articolo 18”, che e’ ”una norma di civilta’. Vogliamo superare il dualismo? Lancio una sfida: facciamo costare il lavoro precario di piu’ di quello a tempo indeterminato e scommettiamo che nessuno piu’ dira’ che il problema e’ l’articolo 18?”.