Pensioni. A casa a 62 anni con un mese di penalità, il progetto Renzi

di Redazione Blitz
Pubblicato il 1 Giugno 2015 10:41 | Ultimo aggiornamento: 1 Giugno 2015 10:41
Pensioni. A casa a 62 anni con un mese di penalità, il progetto Renzi

Pensioni. A casa a 62 anni con un mese di penalità, il progetto Renzi

ROMA – Trovare una soluzione sostenibile per rendere più flessibile la riforma Fornero delle pensioni e dare più chance ai giovani di trovare lavoro. E proprio per limitare il più possibile l’impatto, nell’immediato, sulla finanza pubblica, si sta ragionando sulle penalizzazioni da introdurre per chi scelga di andare in pensione in anticipo, che potrebbe essere fissata a un tetto massimo di una mensilità ogni anno per chi se ne va a 62 anni, l’età minima su cui comunque tarare la nuova flessibilità.

Nel giorno in cui il presidente dell’Inps Tito Boeri ricorda che da oggi (1 giugno), per effetto del decreto pensioni varato dopo la sentenza della Corte Costituzionale, parte la novità dell’assegno pagato il primo del mese per tutti, invalidità e indennità di accompagno comprese, è il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan a indicare quale sia il prossimo obiettivo del governo sulla previdenza, ribadendo la volontà di intervenire già annunciata dal premier Matteo Renzi, ma chiarendo che qualunque misura deve essere compatibile con la tenuta del sistema nel futuro e con quella dei conti.

Padoan spiega che il governo sta valutando se una flessibilità in uscita dal lavoro verso la pensione sia sostenibile per le finanze nel lungo termine. “Se troviamo una soluzione -dice- potrebbe essere uno strumento per favorire ulteriormente l’occupazione giovanile”. Michele Di Branco su Il Messaggero riassume la proposta.

L’ipotesi di flessibilità in uscita che, secondo quanto filtra da ambienti di governo, riscuote interesse dalle parti di Palazzo Chigi, prevede la possibilità di anticipare l’età di accesso alla pensione a 62 anni con 35 di contributi ma con un taglio sull’assegno e cioè una penalizzazione del 2% per ogni anno mancante al raggiungimento del sessantaseiesimo anno. Proprio la percentuale di penalizzazione che dovrebbe essere applicata (e che non dovrebbe comunque superare l’8% complessivo, ovvero una mensilità all’anno) è al centro dei ragionamenti degli uomini del premier Renzi. (Michele Di Branco, Il Messaggero).