Pensioni di cittadinanza, a chi vanno? Donne, sud, prestazioni assistenziali…

di Redazione Blitz
Pubblicato il 19 settembre 2018 11:18 | Ultimo aggiornamento: 19 settembre 2018 15:40
Pensioni di cittadinanza, a chi vanno? Donne, sud, prestazioni assistenziali...

Pensioni di cittadinanza, a chi vanno? Donne, sud, prestazioni assistenziali…

ROMA – Non è ancora chiaro se in tema di pensioni “quota 100” con uscita a 62 anni sponsorizzata dalla Lega e quella di “cittadinanza” a 780 euro mensili per tredici mensilità pretesa da M5S, saranno alternative. Il ministro dell’Economia Giovanni Tria ha un bel da fare a smorzare gli entusiasmi degli alleati/concorrenti: solo integrare l’assegno dei 2 milioni di pensionati che non superano i 500 euro mensili costerebbe 13,8 miliardi di euro.

Ma appunto sarebbe un costo parziale. Oltre ai due milioni di pensionati sotto i 500 euro, andrebbero integrate quelle dei 2,5 milioni di pensionati con assegni compresi tra 500 euro e 750. In totale 4,5 milioni di trattamenti pensionistici. Chi sono i titolari, come sono distribuiti sul territorio nazionale?

Il Sole 24 Ore ha studiato la composizione di questa platea potenziale, esercizio complicato che offre risultati sommari. “I beneficiari di prestazioni assistenziali, in totale 3,5 milioni, si concentrano per un milione nella classe di reddito più bassa (1 milione) e poco meno di 800mila tra 500 e mille euro”. Al sud e nelle isole si concentrano le prestazioni più basse: la metà (48%) è sotto i mille euro, al Nord il 32%, al Centro il 36%.

Sotto i 500 euro al sud e nelle isole sono il 15,5%, il doppio del Nord (7,9%). A livello di genere, al sud sotto i 500 euro sono più numerose le donne (13,6%) degli uomini (11,5%). Tra 500 euro e mille lo spread uomini/donne aumenta sensibilmente: 33,9% delle donne rispetto al 18,1% degli uomini.