Pensioni: con contributivo quella dei prefetti 40% in meno

di Redazione Blitz
Pubblicato il 2 Ottobre 2015 16:14 | Ultimo aggiornamento: 2 Ottobre 2015 16:16
Pensioni Inps: con contributivo, quella dei prefetti 40% in meno

(Foto d’archivio)

ROMA – Pensioni, con il metodo contributivo i prefetti prenderebbero il 40% in meno. E’ quanto rivela l’Inps, che segnala come le pensioni di questa categoria di lavoratori si basino su regole molto più vantaggiose di quelle dei lavoratori privati e anche di gran parte di quelli pubblici.

I prefetti, spiega l’Istituto nazionale di previdenza, non appartengono ad una gestione previdenziale a se stante. Tuttavia ”godono di un trattamento particolare non solo rispetto ai lavoratori dipendenti privati, ma anche rispetto ai dipendenti pubblici poiché al personale di questa categoria sono attribuiti sei aumenti periodici che si aggiungono alla pensione già determinata e corrispondenti mediamente ad un importo di circa il 15% della retribuzione rapportata all’anzianità contributiva posseduta”.

I prefetti, in quanto dipendenti civili dello Stato, sono iscritto alla cassa per i trattamenti pensionistici dei dipendenti dello Stato (CTPS), istituita il 1° gennaio 1996, come gestione separata dell’Inpdap. La soppressione dell‘Inpdap, dal 1° gennaio 2012, ha determinato il trasferimento dei Fondi gestiti all’Inps. La CTPS è gestita contabilmente in maniera unitaria, senza evidenza contabile separata per categorie di iscritti e pensionati.

Fino al 1992 la pensione era calcolata sulla base della retribuzione tabellare dell’ultimo giorno di servizio, maggiorata del 18% e non esistevano tetti retributivi (parzialmente introdotti dal 1993 ed integralmente allineati a quelli in vigore nel Fondo lavoratori dipendenti nel 1998). L’aliquota di rendimento è del 2,33% (fino al 2% per gli altri lavoratori dipendenti) fino al 15° anno di anzianità e dell’1,80% dal 16° anno in poi. Queste aliquote si applicano fino al 31 dicembre 2011 per chi ha almeno 18 anni di anzianità di servizio al 1995 e fino al 31 dicembre 1995 per chi aveva anzianità inferiori a tale data.