Pensioni Conte bis: copertura per le carriere discontinue, opzione donna. Silenzio su quota 100

di Redazione Blitz
Pubblicato il 5 Settembre 2019 9:08 | Ultimo aggiornamento: 5 Settembre 2019 9:08
Pensioni: fondo garanzia giovani e opzione donna

La busta arancione che ti dice che pensione ti aspetta

ROMA – Nasce un nuovo governo, si riapre il capitolo pensioni. Dalle indicazioni sommarie del programma M5S-Pd nessuna indicazione per ora su quota 100, più precisi i riferimenti a una copertura previdenziale per i giovani con carriere discontinue e la proroga di “opzione donna” per l’uscita anticipata delle lavoratrici.

Pensione di garanzia giovani

Il tema, quello delle pensioni destinate tra una ventina d’anni a essere magrissime per i giovani nati negli anni 70 che scontano carriere discontinue e quindi un insufficiente apporto contributivo, è un punto centrale delle politiche previdenziali del Pd (avevano cominciato Renzi e Gentiloni). M5S vi guarda con attenzione.

Un testo che ne abbozza la definizione esiste già: prevede l’incremento della dote finanziaria del Fondo previdenziale integrativo pubblico quale copertura previdenziale (considerando che la traiettoria previdenziale sarà interamente contributiva, tanto versi tanto ricevi). Il Fondo dovrebbe assicurare un’integrazione sociale per le fasce di reddito più basse.

Uscite più flessibili per le carriere discontinue

In più, la proposta prevede la rimozione del vincolo attuale dell’assegno Inps da 1,5 volte il minimo: si consentirebbero in questo modo uscite più flessibili per i lavoratori con carriere discontinue senza dover attendere i 70 anni di età anagrafica.

Opzione donna prorogata

Sarà prorogata anche al 2020 la misura sperimentale chiamata “opzione donna” che consente alle lavoratrici di 57/58 anni di andare in pensione anticipata con 35 anni di contributi. Opzione donna anticipa ancora l’età pensionabile consentendo alle lavoratrici un anticipo ancora più largo ma con un costo a carico delle pensionande.

Devono cioè accettare il calcolo interamente contributivo dell’assegno (tanto hai versato tanto ti ritrovi), con perdita stimata dell’ordine del 30% dell’importo calcolato col sistema retributivo (assegno calcolato sull’ultimo stipendio). (fonte Sole 24 Ore)