Pensioni: contributivo, finestre mobili, età donne. Tutte le misure

Pubblicato il 5 Dicembre 2011 8:24 | Ultimo aggiornamento: 5 Dicembre 2011 8:36

ROMA – Estensione del metodo contributivo a tutti i lavoratori, aumento dell'età di vecchiaia per le donne del settore privato, abolizione delle finestre mobili (e assorbimento di questi periodi nell'età effettiva di pensionamento), aumento delle aliquote sugli autonomi ma soprattutto una vera e propria stangata sulle pensioni di anzianita': sono queste le principali misure previste per la riforma della previdenza prevista dalla manovra correttiva presentata oggi dal Governo alle parti sociali alla quale si aggiunge un blocco della rivalutazione delle pensioni rispetto all'inflazione per il biennio 2012-2013 con la sola esclusione dei trattamenti al minimo (467 euro al mese nel 2011).

Ecco in sintesi le principali novità della manovra in materia previdenziale:

– ADDIO ALLA FINESTRA MOBILE, SARA' ASSORBITA NELL'ETA' EFFETTIVA: scompare il meccanismo della "decorrenza" di 12 mesi per i dipendenti e 18 per gli autonomi" previsto dalla manovra 2010 a partire dal 2011 che allungava di fatto i tempi per l'accesso al pensionamento. Il periodo sarà però assorbito nei requisiti che per la vecchiaia degli uomini dipendenti saranno dall'anno prossimo quindi pari a 66 anni (65 anni attuali più 12 mesi di finestra). Gli autonomi andranno in pensione a 66 anni e mezzo (andavano a 65 ma a questi si aggiungevano 18mesi di attesa di finestra mobile).

– AUMENTO ETA' DONNE PRIVATO, IN VECCHIAIA A 62 ANNI NEL 2012: si accelera sull'aumento dell'età di vecchiaia delle donne dipendenti del settore privato. Dal 2012 andranno in pensione a 62 anni mentre entro il 2018 saranno a quota 66 come gli uomini e le donne del settore pubblico (a 66 anni dal 2012). Lo scalino tra 2011 e 2012 sarà quindi di due anni dato che quest'anno le donne dipendenti del settore privato uscivano a 60 anni più 12 mesi di finestra mobile (quindi a 61).

– STANGATA SU ANZIANITA': sono abolite le cosiddette quote (eta' piu' contributi) e per i dipendenti dal 2012 sara' possibile uscire dal lavoro in anticipo rispetto all'eta' di vecchiaia solo con almeno 41 anni di contributi per le donne e 42 per gli uomini. Al momento gli anni di lavoro necessari per andare in pensione indipendentemente dall'eta' anagrafica erano 41 per uomini e donne (40 piu' la finestra mobile). Per gli autonomi si andra' in pensione prima dell'eta' di vecchiaia con 41 anni e mezzo di contributi per le donne e 42 e mezzo per gli uomini. Sparisce il termine anzianita', si chiamera' pensione anticipata.

– AUMENTO ALIQUOTE AUTONOMI: E' previsto un aumento delle aliquote contributive degli autonomi di 0,3 punti ogni anno per arrivare a due punti in piu' nel 2018 (adesso sono al 20-21% per i commercianti e gli artigiani a fronte del 33% dei dipendenti)

– FASCIA FLESSIBILE PER PENSIONAMENTO: per le donne sarà prevista una fascia flessibile per il pensionamento tra i 63 e i 70 anni mentre per gli uomini sarà tra i 66 e i 70. Ci saranno vantaggi per chi esce più tardi e penalizzazioni per chi esce dal lavoro prima.-

– CONTRIBUTIVO PER TUTTI: sara' esteso a tutti il metodo contributivo pro rata, anche quindi a coloro che avendo cominciato a versare contributi prima del 1978 avevano mantenuto il piu' generoso metodo retributivo. Per questi lavoratori il nuovo meccanismo varra' dal 2012 quindi gli anni di lavoro fino al 2011 saranno calcolati con il retributivo.

– BLOCCO RIVALUTAZIONE DELLE PENSIONI OLTRE 467 EURO AL MESE: le pensioni in essere saranno congelate per il 2012 e il 2013 rispetto all'inflazione. Saranno salve solo quelle fino al minimo (467,42 euro) che avranno la rivalutazione piena mentre sarà prevista una rivalutazione al 50% per quelle fino a due volte il minimo (935 euro al mese). Nessuna rivalutazione per gli assegni oltre questa cifra.