Pensioni, contributo di solidarietà: come ti aggiro il divieto della Corte

di Redazione Blitz
Pubblicato il 15 Ottobre 2013 12:04 | Ultimo aggiornamento: 15 Ottobre 2013 12:04
Pensioni, contributo di solidarietà: come ti aggiro il divieto della Corte

Pensioni, contributo di solidarietà: come ti aggiro il divieto della Corte

ROMA – Pensioni, contributo di solidarietà: come ti aggiro il divieto della Corte. Nelle bozze del decreto legge di Stabilità viene confermato il blocco delle rivalutazioni delle pensioni oltre 6 volte il trattamento minimo Inps (da 3000 mila euro in su) per i prossimi tre anni: quelle inferiori, fino a 1500 euro lordi, beneficeranno di perequazioni inferiori a quelle attuali (90% fino a 2000 euro, 75% fino a 2500 euro, 50% tra 2500 e 3000 euro). Torna, nonostante il divieto della Corte Costituzionale, il contributo di solidarietà sulle pensioni oltre i 100 mila. Il prelievo insiste sul 5% della parte eccedente i 100 mila euro fino a 150 mila euro di pensione, del 10% oltre 150 mila, del 15% oltre i 200 mila euro. Ma come pretende il governo di reintrodurre i contributi di solidarietà già più volte bocciati dalla Corte Costituzionale che li giudica discriminatori nei confronti dei pensionati?

L’espediente normativo che aggira il divieto presuppone una diversa destinazione del contributo, mascherando il suo valore di tributo: il gettito ricavato non finisce nelle casse dell’erario, ma “a favore delle gestioni previdenziali obbligatorie di appartenenza, con la finalità di concorrere al mantenimento dell’equilibrio pensionistico”. In pratica, il prelievo della tua pensione contribuisce al bilancio del tuo ente di previdenza. La Corte, per accettare l’escamotage, dovrà credere che quel contributo non sia una tassa. E non è detto.