Pensioni, d’oro quelle più alte dei contributi. M5S, matematica ignota

di Lucio Fero
Pubblicato il 18 dicembre 2017 9:33 | Ultimo aggiornamento: 18 dicembre 2017 9:33
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Luigi Di Maio ha detto che quando M5s sarà al governo recupererà soldi dalle pensioni d’oro (foto d’archivio Ansa)

ROMA – Pensioni, quali sono quelle d’oro? Quelle sopra i tremila euro netti al mese o sopra i cinquemila o sopra i diecimila? Quali pensioni si possono ragionevolmente definire d’oro, qual è la misura, congrua se non giusta, per così definirle e così esporle alla pubblica condanna se non al taglio per ignominia? Qual è la cifra? La cifra non c’è, perché le pensioni dorate non sono necessariamente quelle alte. Le pensioni d’oro sono quelle, qualunque sia l’importo mensile incassato, più alte dei contributi versati.

Le pensioni pari e conseguenti ai contributi previdenziali versati per pagarle non si ricorre alla fiscalità generale. E’ una semplificazione ma più o meno la pensione che corrisponde ai contributi ognuno l’ha finanziata e se la paga da solo.

Le pensioni più alte dei contributi pagati sono invece pagate con il contributo dei soldi degli altri. E sono milioni, non migliaia, le pensioni in Italia pagare con il contributo degli altri. Milioni le pensioni più alte dei contributi versati.

Pensioni basse ma cui corrispondono contributi zero o quasi. Pensioni basse, contributi zero o quasi frutto spesso di carriere lavorative e reddituali tenute spesso all’ombra dell’evasione fiscale (intere categorie del lavoro autonomo). E pensioni appena un po’ più alte ma il il cui ammontare è stato favorito (specie nel pubblico impiego) da contributi e anzianità figurative (cioè senza sotto stante di reali contributi). E pensioni medie di importo cui corrispondono relativamente pochi anni di contributi perché questo aveva strappato la categoria e questo avevano regalato i governi (dagli anni ’70 fino a ieri è andata così). E pensioni alte e altissime messe insieme e intascate da manager (per non dire dei vitalizi dei parlamentari) soprattutto pubblici.

Che siano da mille, duemila, cinquemila o diecimila al mese le pensioni che sarebbe onesto e legittimo definire d’oro sono quelle in cui l’assegno a fine mese è più alto dei contributi pagati e contiene un regalo al singolo pagato dalla collettività. Ma sono milioni e milioni le pensioni fatte così e quindi non conviene dirlo e se lo dici non ti fai degli amici.

Non ti fai degli amici neanche ovviamente se dice che una pensione alta pagata dai contributi versati non è per nulla d’oro. Il crucifige imperante ordina e comanda che se hai cinquemila euro al mese di pensione devi essere punito, anche se sono soldi dei tuoi contributi. Mentre se hai smanacciato di anzianità fittizie e similari da impiegato o hai nascosto reddito (e quindi pagato bassi contributi) da professionista e hai pensione da duemila al mese sei un martire.

Ma cinquemila come? Luigi Di Maio (possibile futuro premier!) deve con tutta evidenza aver confuso lordo e netto oppure dato una scorsa veloce ad una cifra che qualcuno gli aveva messo sotto gli occhi. Una scorsa veloce senza capire. Ha letto 12 miliardi Luigi Di Maio. Dodici miliardi l’importo complessivo delle pensioni sopra i cinquemila euro netti. Che sono circa 145 mila. E Di Maio parola veloce è andato a dire: noi al governo ci riprendiamo quei 12 miliardi.

Per riprenderseli però Di Maio si è mangiato letteralmente la matematica. Per riprendersi quei 12 miliardi a quei 145 mila pensionati bisogna toglierla tutta la pensione. Altrimenti non fa 12 miliardi. Quindi che diceva Di davvero Maio? O 145 mila benestanti punti con annullamento pensione o taglio alle pensioni da cinquemila ma lordi!!! Cinquemila lordi però fa a fine mese meno di tremila netti. M5S-Di Maio propongono di tagliare le pensioni da 2.800 al mese? Ovviamente no, sarebbe suicida follia. Non è questo quel che vuole ma è questo quel che dice Di Maio la cui competenza non è così affinata da districarsi tra lordo e netto.

Di Maio e le pensioni, la matematica ignota. Però una cosa più o meno volontariamente Di Maio la dice esatta. A che gli servono, a che serve a M5S al governo trovare 12 o più miliardi in area pensioni? A cancellare la legge Fornero, cioè a riportare l’età della pensione vicina ai 60 anni o poco più.

La cosa esatta che dice Di Maio è che per tornare ad andare in pensione intorno ai 60 anni bisogna cancellarle o tagliarle le pensioni. Che lo sappia o no è questo quel che Di Maio propone, questo su cui Salvini è più che d’accordo e questo quello che voteranno milioni e milioni di italiani: tornare ad andare in pensione prima. Il che si può fare solo a chiacchiere, comizi, lamenti e lai. A farlo davvero si può fare solo togliendo o tagliano pensioni.