Pensioni. “Esodati”: il 9 febbraio presidio Cgil, Cisl e Uil al Pantheon

Pubblicato il 8 Febbraio 2012 13:35 | Ultimo aggiornamento: 8 Febbraio 2012 13:35

ROMA – La questione “esodati” è ancora ferma al Senato, dopo che il decreto Milleproroghe è passato alla Camera senza gli aggiustamenti e i correttivi richiesti dai sindacati. Per questo i leader di Cgil, Cisl e Uil hanno organizzato per giovedì 9 febbraio alle 15, un presidio unitario in piazza del Pantheon a Roma. Sollecitano modifiche all’impianto della riforma previdenziale contenuta nel decreto salva-Italia e non ancora emendato nelle parti che più penalizzano i lavoratori rimasti nella terra di nessuno dei senza pensione e senza stipendio.

Ricordiamo che con il termine “esodati” si intendono quei lavoratori incentivati a uscire dal lavoro dalle aziende. A un passo dalla pensione hanno accettato gli incentivi che in origine servivano a compensare i contributi mancanti: con le nuove regole dovrebbero aspettare anche 5 anni, o comunque lunghi periodi senza assegno previdenziale e senza stipendio.

Il decreto Milleproroghe salva e garantisce solo chi ha risolto il contratto entro il 31 dicembre 2011. Chi, invece, alla stessa data ha solo sottoscritto l’incentivo resta fuori. Il testo di tale decreto approvato alla Camera secondo i sindacati “non risolve i problemi che, tutti i lavoratori e le lavoratrici che hanno perso il lavoro (o perché coinvolti da crisi aziendali o per altre fattispecie), si trovano ad affrontare a seguito dell’innalzamento repentino dei requisiti di accesso al pensionamento”.

Secondo Cgil, Cisl e Uil “questi lavoratori e lavoratrici non possono essere costretti ad affrontare periodi senza lavoro, senza più ammortizzatori sociali e senza pensione. Per questo vanno garantite le risorse necessarie alla copertura di questa irrinunciabile esigenza. Inoltre vanno esclusi dalle penalizzazioni in caso di pensione anticipata ad età inferiori ai 62 anni anche i periodi di maternità facoltativa, di congedi per assistenza ai disabili, di cassa integrazione straordinaria, di mobilità e quelli relativi al riscatto della laurea e al riscatto della contribuzione omessa. Cgil, Cisl e Uil chiedono anche di eliminare l’aggancio all’aumento dell’aspettativa di vita del requisito contributivo ai fini dell’accesso al pensionamento anticipato”.