Pensioni, indicizzazioni fino a 1400 euro. Resta il nodo frequenze tv

Pubblicato il 8 Dicembre 2011 10:15 | Ultimo aggiornamento: 8 Dicembre 2011 10:15

ROMA – L’intesa sull’innalzamento dell’indicizzazione delle pensioni fino a 1400 euro sembra raggiunta. La Commissione Lavoro di Montecitorio ha dato parere favorevole alla manovra se resterà la perequazione automatica sulle pensioni fino a tre volte il minimo.

La copertura, secondo la Commissione, dovrebbe arrivare “mediante un incremento del contributo di solidarietà a carico delle pensioni più elevate (sia attraverso una revisione in aumento della quota di prelievo per quelle pari almeno a venti volte il minimo Inps, sia attraverso un abbassamento dell’importo delle pensioni a cui si applica il contributo) e/o mediante l’introduzione di un contributo di solidarietà sulle cosiddette ‘baby pensioni’, limitato all’importo superiore al minimo, e/o incrementando la percentuale di intervento sui cosiddetti ‘capitali scudati'”. Il parere è stato votato da tutti i gruppi tranne la Lega e potrebbe essere tradotto in un emendamento che dovrebbe essere presentato dal governo o dal relatore.

Il voto della Commissione arriva dopo il via libera del viceministro del Welfare Michel Martone, che in mattinata aveva spiegato: “Considero molto proficuo il lavoro svolto dalla Commissione, vedremo se riusciremo a modificare la norma a saldi invariati”. Poi, ha aggiunto: “Il governo prende atto delle proposte della commissione Lavoro e della responsabilità dimostrata nel ragionare a saldi invariati in un momento così difficile per il Paese”.

Nel frattempo monta la polemica sull’asta delle frequenze tv: “C’è un accordo sottobanco tra Monti e Berlusconi”, ha accusato Antonio Di Pietro (Idv). Per Paolo Gentiloni (Pd), “le frequenze valgono 1,5 miliardi e sono un bene pubblico che non può essere regalato per cui non ha senso percorrere la strada immaginata dal governo precedente”. Il Pdl non ci sta e anche Pier Ferdinando Casini (Udc) si fa interprete della linea del governo: “Meglio agire sulle cose su cui siamo d’accordo piuttosto che puntare su quello che potrebbe dividerci”.