Pensioni. Inps al Governo: “Inpdap ed Enpals ci rovinano”

di Warsamé Dini Casali
Pubblicato il 14 novembre 2013 13:22 | Ultimo aggiornamento: 14 novembre 2013 18:30
Pensioni. Inps al Governo: "Inpdap ed Enpals ci rovinano"

Pensioni. Inps al Governo: “Inpdap ed Enpals ci rovinano”

ROMA – Pensioni. Inps al Governo: “Inpdap ed Enpals ci rovinano”. Il rosso Inps fa paura, o perlomeno non fa dormire sonni tranquilli sulle pensioni, specie se a dirlo è il presidente dell’Inps, Antonio Mastrapasqua. Il quale, visto il bilancio dell’ente, appurato che il recente accorpamento dei dissestati Inpdap ed Enpals nella nuova super Inps è una zavorra gigantesca, ha scritto una lettera al ministro dell’Economia e a quello del Welfare per lanciare l’allarme.

“Ho scritto sia al ministro Saccomanni che al ministro Giovannini, come fatto con l’esecutivo precedente — ha spiegato — invitandolo a fare una riflessione su questo punto essendo il bilancio Inps ormai un bilancio unico ed essendo il disavanzo patrimoniale ed economico una cosa che, vista dall’esterno, nel mondo della previdenza, può dare segnali di non totale tranquillità”. L’eufemismo non nasconde la gravità della situazione patrimoniale dell’ente: l’Inpdap accorpata all’Inps ha scaricato sul suo bilancio ben 10,2 miliardi di euro di disavanzo patrimoniale e quasi 5,8 miliardi di euro di passivo per l’esercizio 2012.

Ma come nasce questo buco Inpdap, buco peraltro già noto? La colpa è rintracciabile nel calo delle entrate contributive per i tagli ai dipendenti pubblici ma, in misura più larga, a causa dello “Stato evasore”. Proprio così: le amministrazioni pubbliche, in special modo gli enti locali, almeno fino al 1995 non versavano i contributi alla Cassa dei Trattamenti pensionistici e dopo il ’96 solo la la quota della contribuzione a carico del lavoratore. In pratica, solo l’8,75% invece del 24,2% che avrebbero dovuto corrispondere. Con grave pregiudizio, alla fine, del patrimonio totale di SuperInps.

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La risposta di Saccomanni. Davanti all’allarme di Mastrapasqua arriva la risposta del ministro dell’Economia Saccomanni che si dice consapevole del problema e invita a non allarmarsi. “E’ un problema tecnico – spiega Saccomanni – che stiamo valutando, ne abbiamo parlato anche con Giovannini, ci sta lavorando la ragioneria, non c’è nessun motivo di allarme”.