Pensioni blocco sopra 3mila lordi. Giovannini: stop per 800mila. Ma la Corte…

di Redazione Blitz
Pubblicato il 8 Ottobre 2013 10:38 | Ultimo aggiornamento: 8 Ottobre 2013 16:29
Elsa Fornero (foto LaPresse)

Elsa Fornero (foto LaPresse)

ROMA – Le pensioni sopra i 3mila euro lordi resteranno bloccate anche dopo il 2014. Lo annuncia il ministro del Lavoro Enrico Giovannini che conferma di fatto lo stop delle rivalutazioni già in essere dal 2011. Una misura, questa, che riguarda circa 800mila pensionati. La rivalutazione  sarà invece piena per le pensioni fino a tre volte il minimo (circa 1500 euro lordi) e parziale per le pensioni intermedie (al 90% fino a circa 2500 euro e al 75% fino a 3mila euro).

Perché Giovannini ha dichiarato guerra alle pensioni più alte e insiste nel non tenere conto delle sentenze della Corte costituzionale, non solo cercando di aggirarle ma proprio di ignorarle?

Il blocco è incostituzionale e la Corte si è già espressa e anche di recente, con la sentenza n. 316/2010. Ma Giovannini e i suoi del Ministero preferiscono fingere di non avere memoria o di non sapere leggere.

La risposta alla domanda iniziale (perché Giovannini dichiara guerra alle pensioni più alte?) che viene spontanea è doppia: la ricerca di facile demagogia oppure l’adesione al partito dell’invidia, nonostante si debba prevedere che, presto o tardi anche lui andrà in pensione e la pensione da ex presidente dell’Istat non risulta sia stata abbassata a livello di usciere.

La riforma Fornero, invece, non si tocca: no alla “controriforma” delle pensioni. No, quindi, a maxi pensionamenti anticipati nella pubblica amministrazione,  perché non ci sono i soldi per tornare indietro. Secondo il ministro del lavoro le eventuali penalizzazioni non basterebbero comunque a compensare le uscite.

Nel 2014, spiega sempre il ministro,  non ci sarà rivalutazione rispetto all’inflazione per i redditi da pensione superiori a 6 volte il minimo (circa 3.000 euro al mese).  Ci sarà invece rivalutazione piena per i trattamenti fino a tre volte al minimo.

Il ministro ha sottolineato che per gli importi tra tre e cinque volte il minimo (tra i 1.500 e i 2.500 euro al mese, ndr) ci sarà una rivalutazione pari al 90% rispetto all’inflazione mentre per gli importi tra i cinque e le sei volte il minimo la rivalutazione sarà al 75% dell’inflazione.

Oltre le sei volte il minimo, ha spiegato, ci sarà una ”sterilizzazione” per il 2014 mentre per gli anni successivi ci sarà di nuovo per le pensioni più alte una rivalutazione al 75%. Si sta comunque valutando un nuovo sistema di adeguamento all’inflazione per le pensioni più alte con risparmi da utilizzare ”in un’ottica di solidarietà”.

La controriforma. Il Governo, ha spiegato Giovannini, ha valutato le proposte arrivate sulle modifiche alla riforma Fornero in termini di maggiore flessibilita’ nei tempi di uscita.

”Farebbero aumentare in modo consistente, ha detto, le uscite per il pensionamento” con un aggravio per la finanza pubblica di ”alcuni miliardi”. Le penalizzazioni che potrebbero essere fissate a fronte di una uscita anticipata rispetto a quella prevista dalla attuale legge non basterebbero a coprire i costi rendendo l’onere complessivo ”incompatibile con il percorso attuale di contenimento della spesa pubblica e con l’indirizzo del Governo che ha fissato come priorità la riduzione del costo del lavoro”.

Il Governo, ha detto ancora Giovannini, ”sta valutando ipotesi diverse” da queste proposte, ma non è disponibile a una controriforma. Si sta studiando invece un meccanismo di maggiore flessibilità per l’accumulo dei contributi per coloro che entrano tardi nel mercato del lavoro o hanno carriere discontinue.