Pensioni, nati nel 1953 e 1957 la prendono… nel secchio

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 ottobre 2018 14:05 | Ultimo aggiornamento: 18 ottobre 2018 14:10
Pensioni, nati nel 1953 e 1957 la prendono... nel secchio

Pensioni, nati nel 1953 e 1957 la prendono… nel secchio

ROMA – I nati tra il 1953 e il 1957, i lavoratori cioè che nel 2019 avranno tra 66 e 62 anni, secondo la “quota 100” saranno ammessi all’uscita anticipata, ma a caro prezzo: perderanno un quinto dell’assegno, il 20%.

Secondo alcune simulazioni riportate da Repubblica, un lavoratore che andrà in pensione a 62 anni con 38 di contributi, invece di prendere 1778 euro al mese, ne prenderà 1.442. Succede perché lasciando in anticipo il lavoro e quindi versando meno contributi perderà la rivalutazione dell’assegno agganciata al Pil (la variazione di crescita del prodotto interno lordo, uno dei criteri attuariali di rivalutazione).

Intanto il presidente dell’Inps Tito Boeri ha precisato le condizioni attuariali per cui un taglio alle cosiddette pensioni d’oro riuscirebbe a raggiungere il risparmio di un  miliardo in tre anni atteso dal Governo. Si può arrivare a un risparmio di 300 milioni l’anno se si riduce la soglia per l’intervento sulle pensioni d’oro a 78.000 euro lordi dai 90.000 attuali. 

Un altro modo per aumentare i risparmi e arrivare a quanto annunciato dal Governo (un miliardo in tre anni, ndr) è il blocco della perequazione per le prestazioni superiori a sei volte il minimo (3.000 euro al mese) su modello dell’intervento del Governo Letta.