Pensioni d’oro? Tagli a meno di 4mila al mese, la confusa equità di Di Maio

di Redazione Blitz
Pubblicato il 14 agosto 2018 10:35 | Ultimo aggiornamento: 14 agosto 2018 10:35
Pensioni d'oro? Tagli a meno di 4mila al mese, la confusa equità di Luigi Di Maio

Pensioni d’oro? Tagli a meno di 4mila al mese, la confusa equità di Di Maio (foto d’archivio Ansa)

ROMA – Luigi Di Maio parla di tagli alle pensioni d’oro e parla di equità, ma fa un po’ di confusione sulla proposta di legge…a firma M5s. Allo stato attuale, secondo la proposta di legge di Francesco D’Uva (M5s) e Riccardo Molinari (Lega), verrebbero tagliate tutte le pensioni dagli 80mila euro l’anno in su [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play]. Cioè chi prende poco meno di 4mila euro netti al mese. Circa 200mila persone penalizzate: tra queste appunto chi prende poco più di 3600 euro al mese, che povero non è ma nemmeno questo riccone cui togliere questi indicibili privilegi.

Il nodo della questione è se, come dice Di Maio, le pensioni si prenderanno “solo in base ai contributi versati”. O se, come sostengono La Repubblica, gli imprenditori e Brunetta (quindi non proprio entità solitamente allineate tra loro), i tagli saranno lineari e si baseranno soprattutto sull’età in cui si è andati in pensione (penalizzando di fatto il metodo retributivo).

“Tra poco le pensioni d’oro senza i contributi versati saranno solo un ricordo”. Con un post su Facebook, Luigi Di Maio, torna a difendere uno dei cavalli di battaglia della maggioranza, una misura di “equità” che punta a eliminare “circa 200mila privilegi”. Il vicepremier e ministro insiste sul ricalcolo contributivo alla base del provvedimento ma la bozza che circola solleva dubbi tra chi intravede non un ricalcolo ma un taglio lineare permanente.

Di Maio interviene per smontare un articolo di Repubblica in cui si parla di “caos tecnico e politico” a proposito del taglio alle pensioni d’oro. La misura è contenuta in una proposta di legge depositata in Parlamento la settimana scorsa e sarà incardinata alla ripresa dei lavori per poi procedere in parallelo con la manovra, coi grillini intenzionati a garantirne un iter accelerato a Montecitorio. La proposta porta la firma dei capigruppo di M5s e Lega e prevede un ricalcolo per chi percepisce una pensione superiore a 4 mila euro con un risparmio che andrà a vantaggio delle pensioni minime. Sulle modalità del ricalcolo però si accende lo scontro.

“Il nostro ricalcolo – spiega Di Maio su Facebook – si basa su un calcolo oggettivo ed un principio: quanto i pensionati dovrebbero prendere di pensione in base ai loro contributi versati. Semplicemente equità”. “Nessuna bufala”, replica a stretto giro Repubblica. E perplessità arrivano dal mondo dell’alta dirigenza. Di Maio, afferma Giorgio Ambrogioni, presidente dell’organizzazione sindacale Cida, “non ha letto la proposta di legge presentata alle Camere qualche giorno fa e che non parla di ricalcolo in base ai contributi versati, ma di un taglio secco in base all’età anagrafica in cui sono andati in pensione” i soggetti interessati dal provvedimento.

Il progetto di legge, spiega il quotidiano diretto da Mario Calabresi, “non calcola la differenza tra contributi versati e contributi ricevuti, ma si limita a ricalcolare l’età della pensione di vecchiaia secondo una tabella calcolata oggi sulle speranze di vita attuali, compiendo così una penalizzazione sul metodo retributivo”.

Questa la riflessione di Brunetta sul Giornale: “Autorevoli esponenti della maggioranza e di governo si lanciano in ovazioni roboanti sul taglio previdenziale ai privilegi -continua Brunetta-. Ai lettori più competenti era già noto, al popolo è stato reso noto oggi che il taglio non è basato su un ricalcolo di pensioni privilegiate, ma solo sulle pensioni anticipate, tanto care alla Lega. Peraltro, ci si accorge che la penalizzazione non è sulle pensioni di anzianità tempo per tempo vigenti ma su una età teorica stabilita dalle tabelle Boeri che impone alle donne andate in pensione nel 1973 di tornare a lavorare altri 8 anni per non essere penalizzate retroattivamente”. ”Insomma con questo ddl si colpiscono anche le pensioni di vecchiaia, un pasticcio da dilettanti. Il risultato? Colpite soprattutto le donne ed i militari. Aspettiamo fiduciosi a settembre l’esame di riparazione per il Prof Boeri e i suoi autorevoli discenti”.

Contro la componente grillina del governo Conte anche il ‘fuoco azzurro’. Per Osvaldo Napoli, del direttivo di Forza Italia, infatti, il ddl sulle pensioni d’oro “rischia di far sembrare la Fornero il paradiso in terra”, una proposta che “prepara una macelleria sociale”. Mariastella Gelmini e Anna Maria Bernini, capigruppo di FI di Camera e Senato, sottolineano un’annunciata “campagna d’autunno contro i pensionati” secondo una “logica punitiva” riferendosi al più ampio intervento sulle pensioni che si profila in vista della manovra.