Pensioni d’oro uccise dal nuovo governo? Sì, ma resuscitate dalla flat tax

di Redazione Blitz
Pubblicato il 6 giugno 2018 11:54 | Ultimo aggiornamento: 6 giugno 2018 11:54
Pensioni d'oro uccise dal nuovo governo? Sì, ma resuscitate dalla flat tax

Pensioni d’oro uccise dal nuovo governo? Sì, ma resuscitate dalla flat tax

ROMA – Impegno solenne e distintivo dei 5 Stelle è l’abolizione dei privilegi pensionistici delle cosiddette elite, [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] per cui ora che sono al Governo interverranno sui vitalizi dei parlamentari (sui privilegi pensionistici sopravvissuti perché, tecnicamente, i vitalizi sono estinti cioè già aboliti) e sulle esecrate pensioni d’oro dei “ricchi”, cioè quelle dei contribuenti da 5mila euro netti mensili in su non integralmente coperte dai contributi previdenziali effettivamente versati.

Si procederà dunque al più virtuoso ricalcolo completamente contributivo che abbassa l’entità della pensione lorda. Impegno solenne e distintivo della Lega, l’altro sottoscrittore del contratto di governo, è tuttavia la flat tax, cioè l’aliquota unica che, necessariamente, abbassa le tasse dei redditi più alti. Secondo il principio, ribadito stamattina da Salvini in persona, per cui “è giusto che chi guadagna di più, paghi meno tasse”, perché sarà disposto a fare più investimenti, più assunzioni, farà girare l’economia…

E recupererà praticamente intatto quanto i robin hood grillini gli avranno tagliato dalla pensione d’oro. Il calcolo è semplice, l’ha fatto Il Sole 24 Ore, analizzando gli effetti della “dual tax”, il combinato disposto, si perdoni l’espressione, del ricalcolo contributivo unito alla flat-tax. Una mano leva, l’altra rimette, per sintetizzare.

Per chi oggi riceve un netto mensile da 5.665 euro, partendo dunque da un lordo di 9mila, l’ombrello aperto dalla Dual Tax vale qualche decimale meno, ed è in grado di neutralizzare un taglio del 24,6%, mentre salendo a 9.075 euro netti (15mila lordi) la “tutela” cresce fino ad ammortizzare un taglio del 27,4 per cento. Questa scala degli effetti dipende dalla gerarchia dei benefici della Dual Tax, che aumentano di valore al crescere del reddito anche se a questi livelli la riforma non prevede la deduzione da 3mila euro e applica l’aliquota del 20%. (Gianni Trovati, Il Sole 24 Ore)

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