Pensioni, uscite anticipate. Padoan apre a piccoli ritocchi

di Redazione Blitz
Pubblicato il 24 Settembre 2015 10:54 | Ultimo aggiornamento: 24 Settembre 2015 11:54
Pensioni. Padoan: anticipi in manovra. Soluzione esodati

Pensioni. Padoan: anticipi in manovra. Soluzione esodati

ROMA – I ministri Padoan (Economia) e Poletti (Welfare) confermano la volontà del governo di trovare una soluzione per gli ultimi esodati senza salvaguardia e l’impegno a trovare misure di flessibilità per l’uscita anticipata ma senza stravolgere la riforma e assicurando le necessarie coperture evitando di fare altro debito.

Soluzione per gli esodati. Ascoltati dalle commissioni riunite Bilancio e Lavoro in Parlamento, i ministri confermano dunque interventi soft (per le finanze pubbliche) e circoscritti a esodandi e senza lavoro prossimi alla pensione e senza tutele sociali, più una soluzione per gli esodati, gli ultimi 49mila cui manca la salvaguardia.

Una ipotesi è quella di allungare i limiti di maturazione dei vecchi requisiti di pensionamento al gennaio 2017 ma si punta anche a soluzioni diverse. Ci sono 500 milioni disponibili rimasti dalle vecchie salvaguardie: risorse che non sono destinate ad altro ma prima di essere sbloccate serve la chiusura di tutte le richieste in corso.

Poletti: “Il turnover per consentire l’entrata dei giovani e le persone” avanti con l’età “che perdono il lavoro e che non raggiungono i requisiti” per andare in pensione sono tra “gli elementi di priorità” a cui guardare: lo ha affermato Giuliano Poletti, in audizione presso le commissioni riunite Bilancio e Lavoro di Camera e Senato, aggiungendo che si deciderà all’interno della legge di stabilità.

Padoan, impegno per inserire flessibilità, ma solo con coperture. “La disponibilità a margini di flessibilità che consentano di adeguare le scelte di pensionamento alle esigenze individuali sulla base di criteri attuariali è di per sé un aspetto positivo e potrebbe essere utile”, ha spiegato Padoan. Tuttavia, ci sono “alcuni aspetti da considerare”, a partire dal fatto che “in una società con un incremento di vita atteso è ipotizzabile un progressivo aumento dell’età di pensionamento”.

Inoltre, ha puntualizzato ancora, “il nostro è un Paese caratterizzato da un elevato debito pubblico” e il sistema pensionistico deve rimanere “in linea” con gli obiettivi di rientro del debito. “Ogni eventuale intervento di anticipo – ha evidenziato Padoan – determina un aumento di spesa e dell’indebitamento netto e necessita di copertura finanziaria, il meccanismo attuariale potrebbe non essere sufficiente”.