Pensioni piloti e hostess, tassa nascosta: i 5 euro in più su ogni biglietto aereo

di Redazione Blitz
Pubblicato il 14 dicembre 2018 12:17 | Ultimo aggiornamento: 15 dicembre 2018 2:25
Pensioni piloti e hostess, tassa nascosta: i 5 euro in più su ogni biglietto aereo

Pensioni piloti e hostess, tassa nascosta: i 5 euro in più su ogni biglietto aereo

ROMA – La notizia, nelle pieghe della manovra finanziaria contenuta nel dossier pensioni, è il “regalo” al personale di volo – piloti, hostess, steward – che potrà uscire dal lavoro a 60 anni, 7 anni prima del resto dei comuni mortali. Già, ma chi paga? La risposta è nei biglietti aerei che chiunque paga con un prezzo maggiorato di 5 euro, una tassa nascosta quanto obbligatoria che tecnicamente prende il nome di addizionale comunale sui diritti d’imbarco.

Una tassa che già provvediamo a versare ogni volta che prendiamo l’aereo per alimentare quel “Fondo volo” introdotto da una legge del 2004 e poi prorogato anno per anno per gestire le crisi aziendali del trasporto aereo, leggi Alitalia. La bozza sulla previdenza allo studio del governo prevede di rendere questa tassa nascosta strutturale, un obolo permanente destinato a finanziare, come si è visto, pensioni anticipate, contributi figurativi per i dipendenti in mobilità, cassa integrazione d’oro in un’azienda decotta ma pur sempre simbolo di sovranità nazionale. 

Fondo che drena 220 milioni l’anno attraverso la tassa nascosta, cordone ombelicale di una pancia di aiuti e sussidi di Stato che in vent’anni s’è mangiata 7,5 miliardi di denaro pubblico. A che scopo regalare 7 anni di anticipo della pensione? Lasciano intendere, dalle parti del Governo, per rendere Alitalia, sgravata di una bella fetta di dipendenti e costi di esercizio, più appetibile sul mercato, in vista di una vendita. Dicono che davanti alla porta del ministro dei Trasporti ci sia già una fila di acquirenti. Dicono.