Pensioni. Poletti: “Assegno più basso per chi lascia prima, cambiamo la Fornero”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 10 Aprile 2015 10:35 | Ultimo aggiornamento: 10 Aprile 2015 10:37
Pensioni. Poletti: "Assegno più basso per chi lascia prima, cambiamo la Fornero"

Pensioni. Poletti: “Assegno più basso per chi lascia prima, cambiamo la Fornero”

ROMA – Pensioni. Poletti: “Assegno più basso per chi lascia prima, cambiamo la Fornero”. Il Governo si prepara ad intervenire sulle pensioni, in particolare per una modifica della riforma Fornero in vista di una maggiore flessibilità in uscita. Cosa significa? In un arco di tempo che va dai 62 ai 70 anni si immagina la possibilità consentire l’uscita anticipata dal lavoro in cambio di una decurtazione dell’assegno. In Parlamento ci sono già delle proposte. L’annuncio ufficiale, dopo tante anticipazioni, è stato fatto dal ministro del Lavoro Giuliano Poletti al Senato.

“Noi pensiamo sia necessario mettere mano” alla riforma Fornero sulle pensioni: ha affermato Poletti nel corso del question time al Senato, ribadendo che “oggi verifichiamo l’esigenza di cambiare una serie di situazioni”, a partire dall’affrontare “il problema sociale” per chi è vicino alla pensione ma ha perso il posto di lavoro e non ha la copertura di ammortizzatori sociali sufficiente per raggiungere i requisiti, che si trova cioè “nella terra di nessuno”.

“La nostra intenzione è di intervenire sulle pensioni” e, ha inoltre ribadito il ministro, questo intervento “non può che essere in legge stabilità”, quella prossima, perché “bisogna quantificare e qualificare le risorse”. Intanto, ha proseguito Poletti, “l’Inps è impegnato in un lavoro di analisi e predisposizione delle opzioni possibili”, in modo da individuare quelle “economicamente sostenibili”. Il “tema generale”, ha infine ricordato il ministro, riguarda la flessibilità in uscita, con la necessità di “valutare le modalità” attraverso cui intervenire.

Lo scoglio più grande, al di là della disponibilità politica ad affrontare la modifica, è rappresentato dalla Ue: anticipare la pensione ha un costo nel breve termine che si riflette sui conti dello Stato e i relativi vincoli di bilancio e sul deficit sui quali la Ue si mostra particolarmente intransigente. La soluzione negoziale sta nel convincere la Ue che i costi attuali saranno compensati dal minore esborso successivo per gli assegni futuri, un risparmio evidente verificabile però sul medio lungo termine.