Pensioni, reddito…Manovra del Popolo 3 mesi di ritardo: da Aprile, non da Gennaio

di Riccardo Galli
Pubblicato il 12 ottobre 2018 10:02 | Ultimo aggiornamento: 12 ottobre 2018 10:02
Pensioni, reddito...Manovra del Popolo 3 mesi di ritardo: da Aprile, non da Gennaio (foto Ansa)

Pensioni, reddito…Manovra del Popolo 3 mesi di ritardo: da Aprile, non da Gennaio (foto Ansa)

ROMA – Pensioni, reddito…Manovra del Popolo viaggia con tre mesi di ritardo. Ritardo sulle attese di chi si aspetta di poter andare in pensione a 62 anni o di poter beneficiare del reddito di cittadinanza già dal primo gennaio 2019. E Invece no, Manovra del Popolo viaggia con tre mesi di ritardo: quota 100 per andare in pensione (100 tra anni di età e anni di contributi) e i famosi 780 euro al mese a chi è senza reddito (dichiarato) cominceranno ad essere cosa più o meno concreta da aprile 2019.

Tre mesi di ritardo, anche se certo non lo chiameranno ritardo, suona male, è quello a cui sta lavorando il governo. E non per pur comprensibili ragioni tecnico-amministrative. Mettere in azione, rendere operativa una macchina capace di vagliare, controllare, decidere, distribuire 5/6 milioni di redditi di cittadinanza e anche di organizzare reale e utile formazione lavoro e anche di collegare in maniera efficiente domanda e offerta di lavoro è impresa da tre anni, altro che tre mesi. Ma non è per questo che Manovra del Popolo il governo la sta instradando sul binario che porta un stazione con tre mesi di ritardo.

E neanche il ritardo è attribuibile ai sia pur probabilissimi strascichi e corollari legislativo-amministrativi della Manovra del Popolo quando sarà legge. Per ogni legge ci vogliono regolamenti attuativi, e poi procedure e poi…ci vuole tempo. Non basta dire: da domani si va in pensione a 62 anni! Tra il dire e il fare non c’è di mezzo il mare ma i tempi legislativi, burocratici e organizzativi sì che ci sono. E tre mesi non sono neanche tanti.

Ma il vero e robusto motivo per cui Manovra del Popolo viaggia con tre mesi di ritardo per scelta di governo e quindi arriva a chi l’aspetta ad aprile e non a gennaio è che…nove mesi costano meno di dodici. Nove mesi di altra gente in pensione costano meno di dodici mesi di altra gente in pensione. E nove mesi di reddito di cittadinanza costano meno di dodici mesi di reddito di cittadinanza. Nove mesi invece che dodici nel 2019 e quindi il deficit di bilancio del 2019 è meno vasto e profondo.

Gli anni dopo il 2019? Come teorizza e dichiara Di Maio, poi si vede. La Manovra del Popolo si fa così un auto sconto del 25 per cento su i suoi stesso costi. E’ la pensata del governo. Tre mesi di ritardo non tanto per risparmiare quanto per non sballare subito, nel 2019.

Ma tre mesi, non di più. Perché a maggio si vota, per le europee. E se ad aprile i pensionandi a 62 anni ancora non dovessero poter presentare domanda di pensione sicuri di andarci da subito…E se ad aprile i tanti che hanno già in mano la richiesta del reddito di cittadinanza non dovessero avere l’indirizzo preciso di dove si vanno a prendere o arrivano i 780 euro a fine mese…Potrebbe essere in quel caso che qualcuno si imbizzarrisce, qualcuno si fa venire qualche dubbio, qualcuno si stufa.

Manovra del Popolo: tre mesi di ritardo. Si sposta il calendario, si fa durare il 2019 nove mesi invece che dodici. magari, se si votava a giugno, i mesi di ritardo erano quattro.