Pensioni. Rimborsi pieni fino a 1500 euro, poi a scalare. Incognita contributi

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 Maggio 2015 9:53 | Ultimo aggiornamento: 12 Maggio 2015 10:19
Pensioni. Rimborsi pieni fino a 1500 euro, poi a scalare. Incognita contributi

Pensioni. Rimborsi pieni fino a 1500 euro, poi a scalare. Incognita contributi

ROMA – Pensioni. Rimborsi pieni fino a 1500 euro, poi a scalare. Incognita contributi. Lo schema di restituzione delle rivalutazioni mancate 2012-2013 è fissato: i pensionati intorno a tre volte il minimo, 1500 euro, riceveranno subito l’adeguamento degli assegni di quel 4,2% di inflazione cumulato nei due anni.

Il pagamento degli arretrati invece verrà deciso più avanti e forse a rate, perché il fatto che tutta l’operazione sarà contabilizzata nel bilancio 2015 sconsiglierebbe spalmature nel tempo. E infatti Il Sole 24 Ore dice che saranno a rate, il Corriere della Sera prevede il contrario.

Il criterio di restituzione è comunque stato fissato, seguendo le indicazioni della Corte Costituzionale: sarà rimborsato circa un terzo di quanto effettivamente dovuto, in maniera progressiva e rispettando la temporaneità del provvedimento, per cui dal 2019 tutti i pensionati riceveranno l’assegno correttamente rivalutato.  Dal 2014 si prevede il 95% dell’indicizzazione per gli assegni fra 3 e 4 volte il minimo, il 75% per quelli fra 4 e 5 volte, il 50% per quelli fra 5 e 6 volte e il 40% (45% dal 2015) per quelli ancora superiori.

Non ci saranno solo diversi scaglioni di rimborso a seconda del livello del reddito, restituendo qualcosa in più a chi ha un assegno più basso per poi scalare mano a mano che l’importo sale. Non ci sarà solo un livello massimo (si ragiona sui 3.500 euro lordi al mese) oltre il quale il rimborso potrebbe non esserci, con l’ipotesi aggiuntiva di un contributo di solidarietà per quelle ancora più alte, oltre i 5 mila euro lordi al mese. Ma, per limare i costi dell’operazione, ci potrebbe essere anche un correttivo che tanga conto degli anni di contributi versati. A parità di assegno, in sostanza, una minore anzianità contributiva potrebbe far scendere l’importo del rimborso. (Lorenzo Salvia, Corriere della Sera).

Rimborsi più bassi a chi ha meno contributi? E’ una delle incognite ancora irrisolte: la proposta di Enrico Zanetti di Scelta Civica, quella cioè di inserire tra i criteri dei rimborsi anche la storia contributiva individuale, è ancora sul tavolo secondo Salvia del Corriere della Sera. Non per Davide Colombo del Sole 24 Ore.

Allo stato sarebbe uscita di scena l’ipotesi di un progressività dei rimborsi basata anche sul calcolo dei contributi versati, per esempio con una penalizzazione delle baby pensioni. Perché si introdurrebbe con questa strada un’ulteriore distinzione tra diversi trattamenti capace di portare fuori dal sentiero segnato dalla sentenza n. 70 della Consulta. Ma nulla è ancora del tutto escluso o deciso. (Davide Colombo, Il Sole 24 Ore)