Economia

Pensioni, a rischio una su cinque. Allarme dei caf

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Pensioni, a rischio una su cinque. Allarme dei caf

ROMA – Pensioni: a rischio una su cinque. Coinvolti i titolari di pensioni sociali o integrate al minimo che erano obbligati a presentare il modello Red che certifica eventuali altre entrate

Come spiega Elena Del Giudice sul Messaggero Veneto, se i titolari di pensioni sociali o integrate al minimo non comunicano all’Inps i redditi propri e dei familiari l’istituto di previdenza può sospendere l’erogazione della prestazione.

Per le pensioni superiori al trattamento minimo Inps, l’indicizzazione sarà del 100% per le pensioni di importo pari o inferiore a tre volte il trattamento minimo Inps; del 95% per quelle oltre le tre volte e fino a quattro volte il trattamento minimo; del 75% per quelle superiori a quattro volte o pari e/o inferiori a cinque volte il trattamento minimo; del 50% per le pensioni oltre cinque e fino a sei volte il trattamento minimo; del 45% per le pensioni superiori a sei volte il trattamento minimo

L’Inps ha fatto sapere di aver completato la verifica relativamente ai redditi del 2015 e che 1 milione 168 mila posizioni non hanno prodotto, entro i termini, la comunicazione relativa ai redditi. Quasi uno su cinque. Nei prossimi giorni circa 120mila pensionati riceveranno una lettera con cui l’Inps annuncia la sospensione della prestazione e informa che l’importo versato nel frattempo andrà restituito.

Continua il Messaggero Veneto: 

I più “distratti”, sempre dati controlli già effettuati, sono i titolari di prestazioni assistenziali, ben 843 mila quelli che non hanno presentato entro la scadenza il modello Red. Seguono i titolari di assegno al nucleo familiare e di assegno familiare, circa 199 mila; infine 126 mila sono i titolari di pensioni estere.

Come accennato, ci sono alcune categorie di pensionati che “devono” rispettare l’adempimento, e sono i titolari di prestazioni collegate al reddito che hanno l’obbligo di dichiarare all’Inps i propri redditi e, qualora previsto dalla normativa, anche del coniuge e dei componenti del nucleo rilevanti per la prestazione. E lo devono fare anche nel caso in cui questi redditi aggiuntivi non ci siano.

L’Inps non invia comunicazioni cartacee ai pensionati residenti in Italia per richiedere le dichiarazioni reddituali al fine di verificare il diritto alle prestazioni percepite collegate al reddito, è una comunicazione che va fatta a prescindere, anche per dichiarare che il titolare di pensione e i suoi familiari, non hanno percepito redditi aggiuntivi rispetto a quelli da pensione. E va fatta ogni anno in relazione alla situazione reddituale riferita all’anno precedente. È l’esperienza di un terzo dei 356 mila utenti Inps. In calo le indennità di vecchiaia, salgono le assistenziali.

 

Se l’Inps non segnala la necessità di effettuare queste verifiche, chi è che lo fa?

“Solo noi, come Caf Cgil, contattiamo personalmente circa 10 mila pensionati di questa regione proprio per verificarne la posizione ed evitare che debbano patire una penalizzazione, come l’interruzione dell’erogazione di una prestazione o, peggio, la restituzione di somme aggiuntive che l’isttituo chiede indietro”, spiega Emanuele Iodice, dei Caf Cgil.

 

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