Pensioni: statali a casa a 61 anni con i requisiti. Eccezioni: giudici e medici

di Redazione Blitz
Pubblicato il 6 Maggio 2015 10:55 | Ultimo aggiornamento: 6 Maggio 2015 10:57
Pensioni: statali a casa a 61 anni con i requisiti. Eccezioni: giudici e medici

Pensioni: statali a casa a 61 anni con i requisiti. Eccezioni: giudici e medici

ROMA – Andranno a casa i dipendenti pubblici che hanno già maturato i requisiti per la pensione. Anche prima dei 62 anni. Le misure che cancellano l’istituto del trattenimento in servizio e che fanno entrare a regime il pensionamento d’ufficio sono infatti uscite in Gazzetta Ufficiale, con la pubblicazione della circolare firmata dal ministro della P.A, Marianna Madia. Spiega Andrea Bassi sul Messaggero:

Il contratto di lavoro può essere risolto unilateralmente dall’amministrazione, quando il dipendente ha raggiunto i requisiti per la pensione anticipata, ossia 42 anni e 6 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 6 mesi per le donne. La risoluzione può avvenire anche se il lavoratore ha meno di 62 anni e senza le penalizzazioni previste dalla legge Fornero (il taglio del 2% per ogni anno di anticipo). La possibilità di mandare in pensione senza penalizzazione i dipendenti sarà operativa fino alla fine del 2017, poi dall’anno successivo torneranno in vigore le norme della Fornero. (Andrea Bassi, Il Messaggero).

Nel dettaglio, la circolare ricorda come il trattenimento in servizio risulti abolito già da fine ottobre 2014 e che resta prorogato fino al termine del 2015 solo per i magistrati. Si tratta di un istituto che permette di rimanere a lavoro anche dopo il raggiungimento dei limiti di età: per due anni nel complesso del pubblico impiego e per cinque nella magistratura (per quest’anno è quindi ancora possibile superare i 70 anni d’età).

Passando al settore della sanità, ai dirigenti medici e del ruolo sanitario, inclusi i responsabili di struttura complessa, quindi i primari, è riconosciuta ancora la possibilità di superare i 65 anni di età, limite che vale per il resto del comparto, ma comunque non si possono superare i 70 anni e la prosecuzione non può comportare un aumento del numero di dirigenti.

Quanto al pensionamento d’ufficio viene allargata la sua portata e può scattare non appena raggiunti i requisiti di anzianità, ovvero per il prepensionamento. A riguardo è uscita a metà aprile una nota di chiarimento del ministero che mette in connessione le novità con le modifiche inserite nell’ultima legge di Stabilità: con l’eliminazione delle penalizzazioni fino al 2017 non serve più avere minimo 62 anni, ma basta avere gli anni di contributi sufficienti (42 e 6 mesi per gli uomini, 41 e 6 mesi per le donne per il 2015; 42 e 10 mesi per gli uomini, 41 e 10 mesi per le donne per il triennio 2016-2018).