Pensioni statali quota 100: pensione 62 anni slitta a ottobre. Tutte le altre correzioni

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 Dicembre 2018 10:21 | Ultimo aggiornamento: 13 Dicembre 2018 12:47
Pensioni statali: quota 100 a 62 anni slitta a ottobre. Tutte le altre correzioni

Pensioni statali: quota 100 a 62 anni slitta a ottobre. Tutte le altre correzioni

ROMA – La quota 100 nelle pensioni degli statali slitterà di sei mesi: chi maturerà i requisiti entro il 31 marzo 2019 potrà uscire dal lavoro dal primo ottobre 2019. Con la rimodulazione dei saldi di spesa chiesta dalla Ue, la legge di bilancio si fa più leggera impattando anche sul capitolo pensioni.

Non ci saranno graduatorie per la quota 100 con vantaggi per chi ha maturato requisiti più alti ma saranno introdotte clausole di garanzia per limitare la spesa nel caso di andamento della spesa superiore al previsto: con finestre di uscita che da tre mesi potrebbero raddoppiare a sei se la spesa corre più del previsto. Di seguito le correzioni in arrivo.

QUOTA 100 SPERIMENTALE PER IL PERIODO 2019-21: I lavoratori privati potranno andare in pensione con almeno 62 anni di età e 38 di contributi dal primo aprile se si sono raggiunti i requisiti entro il 31 dicembre 2018. I lavoratori pubblici che hanno raggiunto i requisiti entro il 31 marzo 2019 potranno uscire dal lavoro dal primo ottobre in modo che sia garantita la continuità e il buon andamento dell’azione amministrativa. I pubblici che maturano i requisiti dopo il 1 aprile conseguiranno il diritto alla pensione dopo sei mesi.

DIVIETO CUMULO FINO ALL’ETA’ DI VECCHIAIA: la pensione con quota 100 non è cumulabile con il lavoro dipendente o autonomo se non nel limite di 5.000 euro annui da lavoro autonomo occasionale.

STOP AUMENTO ASPETTATIVA PER ANTICIPATE MA CON FINESTRE: le pensioni anticipate si potranno conseguire a qualsiasi età anche nel 2019 con 42 anni e 10 mesi di contributi se uomini e 41 anni e 10 mesi se donne senza l’aumento di cinque mesi dell’aspettativa di vita che scatta l’anno prossimo per l’età di vecchiaia. Saranno previste per queste pensioni però le finestre trimestrali e quindi il vantaggio reale sarà di soli due mesi.

OPZIONE DONNA: l’anno prossimo potranno andare in pensione le donne con almeno 35 anni di contributi nate entro il 31 dicembre del 1959 se dipendenti e entro il 31 dicembre 1958 se autonome. A questo trattamento si applica la decorrenza mobile.

APE SOCIALE: la misura per gli over 63 in condizione di difficoltà con almeno 30 anni di contributi se disoccupati e 46 se impegnati in lavori gravosi è prorogata al 31 dicembre 2019.

LIMITE PENSIONE ANTICIPATA CONTRIBUTIVA: Si riduce a 2 volte il minimo l’accesso alla pensione anticipata nel sistema contributivo. Il limite per accedere in anticipo di tre anni alla pensione calcolata con il sistema contributivo scende da 2,8 volte il trattamento minimo al doppio del trattamento minimo.

PACE CONTRIBUTIVA: in via sperimentale per il 2019 e il 2020 si potranno riscattare i periodi non coperti da contribuzione per i quali non sussista obbligo contributivo. Sarà possibile solo per chi è interamente nel sistema contributivo e quindi non ha anzianità contributiva precedente il 31 dicembre 1995. L’onere sarà detraibile dall’imposta lorda (non è ancora definito se sarà il 50% o il 65%).