Pensioni. Pil negativo, Tfr, fondi, casse private: 4 macigni sugli assegni futuri

di Redazione Blitz
Pubblicato il 10 novembre 2014 9:51 | Ultimo aggiornamento: 11 novembre 2014 10:12
Pensioni. Pil negativo, Tfr, fondi, casse private: 4 macigni sugli assegni futuri

Foto Lapresse

ROMA – Pensioni. Pil negativo, Tfr, fondi, casse private: 4 macigni sugli assegni futuri. Tutti insieme rappresentano una minaccia per il sistema previdenziale di ognuno. 4 macigni pesano sulla composizione degli assegni di pensione futuri, specie considerando la prospettiva di pensioni sempre più magre.

Di questo passo esiste il rischio che il tasso di sostituzione (quanto si percepirà di pensione rispetto allo stipendio) dell’assegno previdenziale non arrivi nemmeno al 60% dello stipendio non garantendo un tenore accettabile a fine carriera lavorativa.

4 i macigni che gravano sulle pensioni: le rivalutazioni negative (a causa della crisi e della mancata crescita), e tre provvedimenti fiscali contenuti nella legge di stabilità, ovvero la tassazione più pesante con il Tfr in busta paga per tre anni, sui fondi di pensione e sulle casse private.

Rivalutazioni negative. In assenza di una soluzione politica per la prima volta i contributi versati dai lavoratori saranno rivalutati in negativo: colpa del coefficiente di rivalutazione che, associato all’andamento del Pil, è giunto in territorio negativo facendo scendere il tasso di capitalizzazione 2014 a -01297%. Per cui un montante contributivo accumulato di 10mila euro peserà in realtà per 9.980 euro reali.

Fondi pensione. Allo scopo di recuperare risorse, il Governo ha deciso di aumentare le tasse sui fondi pensione complementari dall’11 al 20%. Per chi ha scelto l’opzione nella previdenza complementare per incrementare l’assegno pensionistico avrà rendimenti netti più bassi e quindi pensioni più magre.

Casse private. Sempre la Legge di Stabilità prevede una stretta sui professionisti: non è stato confermato il prelievo del 20% sui rendimenti delle Casse private che quindi salirà al 26%. La stretta determinerà una riduzione degli assegni pensionistici di circa il 10%.

Tfr in bustra paga. Sulle liquidazioni va intanto rilevato un aumento dall’11 al 17% sulla rivalutazione delle somme accantonate. Poi, nell’eventualità di incassare subito il Tfr maturato da trasferire per tre anni direttamente in busta paga (anche quello destinato ai  fondi pensione), la tassazione sarà di tipo ordinario e non separato: cioè la quota di Tfr insisterà sul reddito imponibile ad aliquota marginale e non agevolata. Quindi per chi incasserà subito il Tfr doppio svantaggio economico: a fine carriera avrà una liquidazione più bassa di quanto avrebbe avuto lasciando il Tfr a maturare e nei prossimi tre anni pagherà più tasse.