Pensioni: taglio indicizzazioni rinviato a dopo le elezioni (170 euro l’anno per 2mila lordi)

di Dini Casali
Pubblicato il 14 marzo 2019 9:57 | Ultimo aggiornamento: 14 marzo 2019 9:57
Pensioni: taglio indicizzazioni rinviato a dopo le elezioni (170 euro l'anno per 2mila lordi)

Pensioni: taglio indicizzazioni rinviato a dopo le elezioni (170 euro l’anno per 2mila lordi)

ROMA – Il mini-taglio alle pensioni previsto dalla legge di bilancio ci sarà, varrà circa 170 euro su un assegno da 2mila euro lordi, ma non prima di maggio, comunque non prima delle elezioni europee. Lo stop al blocco delle indicizzazioni, di questo si tratta, in pratica il mancato recupero dell’inflazione, in realtà sarebbe applicabile già dal primo gennaio.

Il Governo, tuttavia, visto che parliamo di chiedere indietro ai pensionati i soldi di troppo, avrebbe chiesto agli uffici dell’Inps di rinviare la misura (direbbe ancora il premier Conte che di questi tagli nemmeno “l’avaro di Moliere se ne sarebbe accorto?”). 

Lo dicono fonti interne all’istituto di previdenza citate da La Stampa, lo conferma un’interrogazione parlamentare del Pd: la misura riguarda le pensioni sopra i 1.539 euro (tre volte il minimo), un po’ più della metà del totale dei pensionati (il 58%). Il conguaglio che dovrà essere corrisposto (perché arriverà, è un impegno e una voce di bilancio che farà risparmiare 3,8 miliardi di euro fino al 2021) non sarà drammaticamente alto, tuttavia avrà valore retroattivo e andrà pagato in un’unica soluzione. 

Il Pd: “Il governo prende in giro 5 milioni pensionati”. “Il taglio delle pensioni per lo stop alle indicizzazioni arriverà tutto insieme ma, sorpresa, dopo le elezioni europee”. Il senatore Tommaso Nannicini e la deputata Chiara Gribaudo del Pd hanno depositato un’interrogazione urgente in entrambi i rami del Parlamento per smascherare il raggiro del Governo, che” sta forzando l’Inps a realizzare i tagli alle pensioni sopra 1.539 euro decisi con l’ultima Legge di bilancio soltanto dopo le elezioni europee”. 

“La Legge di bilancio per il 2019 – spiegano i parlamentari Pd – ha disposto il blocco della rivalutazione automatica dei trattamenti pensionistici superiori a tre volte il trattamento minimo. Pertanto, dal 1° gennaio 2019, tutte le pensioni di importo superiore a 1.539 euro, che avrebbero avuto diritto a un incremento dell’1,1%, sono invece soggette al blocco della perequazione automatica. Il Governo è tornato a mettere le mani in tasca a 5 milioni di pensionati per finanziare la lotteria di quota 100 nei prossimi 3 anni. Tuttavia – spiegano i parlamentari dem – le pensioni che l’Inps sta pagando da gennaio sono ancora calcolate a importo pieno, senza cioè l’applicazione della prevista riduzione. Il taglio delle pensioni scatterà solo in un secondo momento e, cosa ancora più grave, i pensionati dovranno restituire tutti insieme i soldi ricevuti in più in questi mesi con un unico conguaglio”.

(fonte La Stampa)