Pensioni, il 9 maggio incontro Fornero-sindacati sugli esodati

Pubblicato il 26 Aprile 2012 14:58 | Ultimo aggiornamento: 26 Aprile 2012 15:53

ROMA – Il ministro del Lavoro Elsa Fornero incontrerà i sindacati sulla questione dei lavoratori esodati il prossimo 9 maggio. Lo si apprende da fonte sindacale.

Nei giorni scorsi il ministro Fornero aveva risposto alla richiesta dei sindacati di un incontro per risolvere il problema di quei lavoratori che hanno fatto accordi per l’uscita dal lavoro con un percorso verso la pensione e che a causa dell’allungamento dell’eta’ pensionabile prevista dal decreto Salva Italia rischiano di restare senza impiego e senza pensioni, dicendosi disponibile al confronto.     Il Governo due settimane fa aveva individuato la platea dei salvaguardati, ovvero di coloro che potranno andare in pensione con le vecchie regole (coloro che sono gia’ usciti dal lavoro e maturano i requisiti per la pensione con le vecchie regole entro i prossimi due anni) in 65.000 persone. I sindacati hanno affermato piu’ volte che gli esodati sono ”molti di piu”’ (almeno 130.000 nei prossimi quattro anni secondo stime del direttore generale Inps) e hanno chiesto che per tutti sia possibile accedere alla pensione sulla base delle vecchie regole.

Oltre ai salvaguardati, ha spiegato nei giorni scorsi lo stesso ministro c’è  ”la platea del tutto diversa” dei lavoratori per i quali, in base ad accordi collettivi stipulati entro il 4 dicembre 2011 sia stato previsto, al termine di un percorso di fruizione di strumenti di integrazione reddituale (cig, mobilita’) l’accesso al trattamento pensionistico”. Per questa seconda platea (di persone non ancora uscite formalmente dal lavoro come i lavoratori di Termini Imerese ancora in cassa integrazione) ”il governo sta valutando l’adozione di specifici interventi, ai fini dei quali e’ indispensabile definire le caratteristiche e le reali dimensioni”. Il ministro aveva anche ribadito che ”ogni soluzione non potra’ che essere ricercata in un quadro di compatibilita’ finanziaria, ancor piu’ imposta dalla persistente situazione di difficolta’ economica”.